La felicità

«E anche se lei qualche volta si dimentica di noi… noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei fino all’ultimo giorno della nostra vita.» – Roberto Beningni

 

Oggi vorrei iniziare con un’introduzione un po’ diversa dal solito, partendo con una domanda alla quale, ne sono sicura, tantissimi di voi non sapranno dare una risposta semplice: alcuni si fermeranno sugli aspetti materiali sottovalutando tutto l’aspetto spirituale ed emozionale, altri invece faranno l’esatto contrario.

La domanda che oggi vi pongo è: che cos’è per voi la felicità? Il vostro punto felice qual è? E soprattutto di cosa avete bisogno per essere felici? Rifletteteci un po’ su.

Felicità, a parere mio, è una parola breve che però racchiude in sé molte emozioni, anzi, talvolta anche troppe.
La Felicità è difficile da definire a parole, perché varia per ciascun essere umano, che la percepisce in modi diversi e in situazioni diverse: ad esempio può essere sinonimo od essere collegata ad altre parole come serenità, soddisfazione, riuscita, fortuna, festosità, esultanza. Sicuramente, qualunque sia il motivo che la genera, quello è stato o sarà un momento di estrema gioia.

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Io sono una ragazza felice, forse anche troppo: mi piace sorridere, giocare con e come i bambini. Cito i bambini. Voi vi chiederete perché? Secondo me loro rappresentano la Felicità: sono semplici, puri e sempre allegri, e gli basta poco per essere felici.

La Felicità si basa sull’essere sereni prima con se stessi e poi con gli altri, prendere la vita alla leggera, non cercare mai di farsi condizionare da umori negativi e da ciò che ci circonda; sull’essere gentili con gli altri, generosi, aiutando chi ne ha bisogno, sostenendo anche solo moralmente una persona che chiede attenzioni e consigli. Questi sono piccoli gesti, ma riescono a soddisfare e rendere felici in primis noi stessi, ma anche chi ci circonda.

Per quanto mi riguarda, cerco sempre di godermi al meglio qualsiasi giorno della mia vita e soprattutto cerco di sorridere sempre, anche se, essendo appunto un essere umano, ho anch’io come tutti i miei momenti tristi. In questi casi, penso ad una frase di un filosofo, Lucio Anneo Seneca: “Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo”.

Bisogna arrabbiarsi di meno e sorridere di più! Non è sempre così facile convivere con notizie tragiche che si sentono accendendo la televisione o aprendo il giornale, ma che purtroppo ai giorni nostri accadono. Nonostante ciò bisogna essere positivi e sperare che tutto, prima o poi, finisca.

Vorrei concludere con un video breve ma molto significativo di Roberto Benigni, che trovate qui.

 

L'alternativa, Scrittori di classe
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lunedì 27 agosto 2018