Questione di forma – Valentina Rimmaudo

Da dove deriva il termine etimologia? L’etimologia del termine “etimologia”, riporta a due voci del greco antico: étymon (il vero significato che sta nella radice di una parola) e logos (studio, ragionamento, discorso), per cui a partire dai Greci che coniarono il termine, l’etimologia può essere definita come ‘studio del discorso sul vero’ o ‘ricerca del vero significato’.

A livello scientifico, però, occuparsi di etimologia significa fare ricerca, non semplicemente dell’origine della parola, ma della storia e dell’evoluzione della parola: si tratta di individuare i rapporti presenti, anche se spesso nascosti, tra le diverse forme di una o più parole nel corso della loro storia.

L’interesse per l’etimologia è caratteristico già dell’antica cultura orientale, a partire da quella ebraica, che riteneva che nel nome, soprattutto nel nome proprio, fosse possibile leggere la volontà divina e quindi il passato o il destino di chi lo portava: così, ad esempio, nella Bibbia il nome assiro di Adamo viene interpretato come derivato della parola semiotica per ‘terra’, non perché sia effettivamente così, ma perché nella Genesi sta scritto che Adamo è stato plasmato dalla terra.

Nel mondo occidentale, i Greci concepivano la ricerca etimologia come strumento di conoscenza non solo linguistica, ma anche filosofica, perché ritenevano che risalire all’origine di un nome permettesse di coglierne la sua vera natura.

Nel Medioevo, l’etimologia diventa la prima e fondamentale forma di conoscenza delle cose: così, ad esempio, l’homo ‘uomo’ nell’interpretazione medievale si fa derivare da humus ‘terra’, da cui l’uomo è tratto, secondo l’autorità della Bibbia.

È solo nell’Ottocento che nasce l’etimologia scientifica, basata sul confronto sistematico tra le lingue, grazie alla scoperta dei legami tra sanscrito (antico indiano), greco e latino che ha portato a ipotizzare l’appartenenza della maggior parte delle lingue europee alla comune famiglia indoeuropea.

Applicando il metodo storico – comparativo, che tiene conto non solo del significato, ma anche del significante, ovvero della forma linguistica e della sua evoluzione nel tempo, possiamo provare a ricostruire la storia della parola formaggio. Perché, in fondo, è tutta questione di forma.

Mettendo a confronto l’italiano formaggio con il francese fromage e lo spagnolo arcaico formage, è possibile individuare l’etimo di tutte le voci nel latino formaticus, che però è un termine non attestato, non presente in nessuna fonte scritta e che a sua volta sarebbe un derivato da forma. Infatti, il formaggio viene contenuto in una forma e questa etimologia trova giustificazione anche in un trattato latino sull’agricoltura, in cui si dice che “liquor in formas trasferendum est”, ossia che per fare il formaggio”il latte va messo nelle forme”.

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sabato 28 marzo 2020