Felice di essere snob

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Ignorare con aria di superiorità, guardare il mondo dall’alto in basso, fingere altezzosamente di non vedere, sono tutti sinonimi di snobbare. Azione tipica di chi si ritiene un gradino sopra gli altri della scala sociale per un qualsivoglia motivo (l’eleganza, la bellezza, la cultura, il denaro). Costoro amano (ahinoi!) farlo notare, suscitando inevitabile antipatia presso tutti gli snobbati. Ma, siccome gli snob solitamente badano alla forma e non al contenuto, ignoreranno perlopiù l’origine della loro definizione. E allora, ecco svelato l’arcano. Negli aristocratici club inglesi di un tempo c’era chi riusciva a iscriversi grazie ai titoli nobiliari dei suoi antenati e chi invece ce la faceva sborsando una certa dose di denaro. Era il caso dei cosiddetti “nuovi ricchi”, mercanti ed impresari borghesi arricchiti. Le generalità degli iscritti erano opportunamente annotate su un registro, dove, a fianco del nome dei personaggi non titolati veniva attribuita la dicitura sine nobilitate, che in latino significa “senza nobiltà”. Spesso tale definizione era abbreviata in ‘s. nob’. Evidentemente, il ricordare a queste persone le proprie umili origini doveva essere uno stratagemma per calmare le arie di questi gentiluomini che mostravano d’avere più superbia che signorilità. Ma, a quanto pare, non servì a molto e questi soggetti inaugurarono la moda di acquistare a peso d’oro i titoli nobiliari, continuando ad essere tranquillamente snob.

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lunedì 27 agosto 2018