Dal gilet allo smoking

Etimologia dell'eleganza

Quando si parla di vestiti da uomo abbiamo spesso a che fare con termini stranieri entrati ormai nell’uso comune, ma dei quali, forse, non tutti conoscono le origini. E chissà se una volta apprese, quei capi li indosserebbero ancora in molti. Penso, ad esempio, a quegli elegantoni che portano sotto la giacca un corpetto attillato in tinta con il vestito, ignorando probabilmente che il loro gilet altro non era che la casacca tipica dei cristiani fatti prigionieri dai turchi (lo yelek). Tuttavia, se l’uomo in questione è dotato di sense of humor, potrebbe essere proprio il suo capo ideale: un’altra interpretazione etimologica, infatti, collega il termine ‘gilet’ all’abito portato dai pagliacci francesi chiamati Gilles.

Veniamo ora agli abiti da sera o cerimonia. Che si scriva frack come in tedesco, frac alla francese o ancora frock, secondo la grafia inglese del XVIII secolo, si fa sempre riferimento a quell’indumento maschile con la giacca dalle due code tanto amato dai signorotti inglesi dell’alta società di un tempo. Scommettiamo che si sarebbero vantati meno sapendo che i panni dentro cui si pavoneggiavano erano nati nella più umile campagna alla fine del ’700, come semplici abiti contadini? E che dire poi dell’abbinamento frack-cilindro: un vero colpo al cuore per un convinto pacifista. A introdurre la moda in Italia, più di due secoli fa, fu Jean de Marsin, maresciallo belga al servizio del re di Francia. Non è dunque un caso che il frack sia entrato nell’uso anche con il nome di marsina. Questa giacca fa parte della classica divisa dei maggiordomi, ma è anche indossata dai pagliacci del circo e dai grandi musicisti (qualsiasi collegamento è involontario).

Una giacca del tutto simile, abbinata però a pantaloni a righe, crea il tight. In tempi moderni viene calzato anche da seriosi signori extra-large. Una vera contraddizione, visto che in inglese la parola ‘tight’ significa stretto e in origine definiva solo le attillatissime calzamaglie degli allegri acrobati del circo.

Infine, una curiosità sullo smoking, l’outfit preferito dell’agente segreto 007, che ne porta sempre uno in ogni missione. Ideato, secondo la leggenda, nel 1865 appositamente per il principe di Galles (futuro Edoardo VII) tagliando le code del frack. Riservato a serate particolarmente eleganti durante le quali si chiacchiera e si fuma. Ed ecco spiegato il nome: ‘smoking’ in inglese significa fumando (dal verbo to smoke). Stranamente, in Inghilterra è chiamato dinner jacket (cioè “giacca da cena”), mentre in America addirittura tuxedo, poiché fu indossato per la prima volta nel 1886 al Tuxedo Club, in New Jersey, dal dandy Griswold Lorilland.

Una citazione di Giovanni Soriano mi sembra possa concludere bene questa breve carrellata: «L’umano, questo strano animale vestito… ».

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venerdì 23 giugno 2017