La casetta nel bosco

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

 

Come ogni weekend io e i miei amici ci siamo trovati a Castellano, un paese del comune di Villa Lagarina, in provincia di Trento, per andare a fare un giro in moto tutti assieme.
Giunta sera siamo tornati a casa per cenare e poi abbiamo pensato di andare da alcuni compaesani che conosciamo a chiedere se avevano delle moto vecchie, da aggiustare, per chi di noi non ne aveva una, e utilizzarle nei prati del paese di Daiano, una frazione di Castellano.

Le moto le avevano e ce le hanno prestate. Purtroppo però non sapevamo dove metterle!

Allora abbiamo avuto un’idea: costruire una casetta nel bosco, ai Prestei (sempre una località nelle vicinanze di Castellano) dove ripararle. 

Un sabato, mentre io ero occupato in campagna, alcuni amici sono andati a iniziare i lavori di costruzione, ma hanno iniziato male poiché avevano messo tutte le travi storte: le avevano attaccate agli alberi solo con del filo di ferro e un po’ di chiodi.

Il giorno dopo io ed altri due amici siamo andati a sistemare la base della casetta, portando tutti gli attrezzi che ci occorrevano, tra cui per esempio, una motosega, un trapano, viti, chiodi e martello, una livella, un metro, oltre che un badile, un piccone, ecc.
Arrivati sul luogo di costruzione della casetta abbiamo iniziato ad operare togliendo quello che avevano già costruito il giorno prima e mettendo tutto a livello. Abbiamo avvitato una delle travi a due alberi, mettendo poi tre travi sopra di essa.

Proprio mentre la stavamo costruendo abbiamo pensato di utilizzare quella casetta per dormirci dentro quando d’estate organizzano l’annuale festa “Castelfolk”.

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Finito di mettere tutte le travi siamo andati a prendere delle assi per fare il pavimento e abbiamo iniziato a posizionarlo.
Dopo tanto lavoro, è infine giunta sera ed eravamo molto stanchi: abbiamo finito il pavimento e poi abbiamo preso tutte le nostre cose e siamo andati tutti a casa per riposare.

La casetta non è ancora stata conclusa e i prossimi passi per completarla saranno usare dei bancali di legno per le pareti, (ad esempio questi) con uno strato isolante di polistirolo e una rete per impedire che entrino animali.

Poi faremo delle finestre: una che guarda il paese e una che guarda il bosco.
Infine il tetto sarà costruito sempre con travi e assi con una guaina e delle tegole per isolarlo il più possibile dalle intemperie.

Questa casetta, nata come capanno per le moto, è diventata un progetto ambizioso. Spero che venga bella, accogliente e stabile, e che dopo tutto il lavoro fatto, la pazienza e l’impegno, nessuno ci dica di abbatterla.

Scrittori di classe
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venerdì 11 ottobre 2019