Vigili del fuoco: memorie di chi ci salva

I Vigili del Fuoco sono un Corpo italiano che gestisce situazioni pericolose, salva vite e opera in silenzio. Quando avviene un terremoto, ad esempio, sappiamo il numero di morti, di feriti, il grado esatto della scossa, ma ignoriamo chi siano gli operatori che hanno rischiato le loro stesse esistenze per quelle altrui. Da qui, l’idea di alcuni VF in pensione: creare una memoria storica di coloro che hanno fatto questo mestiere, per dare un piccolo spazio al loro grande valore. Nonostante il design semplice, vigilidelfuocoinpensione.it cerca sempre nuove collaborazioni, come ci spiegano Maurizio Rusticali e Mauro Orsi.

1. Per quale motivo è nato il sito vigilidelfuocoinpensione.it?
Rusticali: «L’uomo non è eterno. Le sue gesta o il suo pensiero possono esserlo, ma a un certo punto muore e, con lui, la sua avventura in questo mondo. Giulio Cesare aveva un Impero, è stato un grande condottiero, ma dei soldati che componevano il suo esercito non è rimasto nulla. Io lo paragono al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, tutti lo conoscono e lo conosceranno ma gli uomini che ne hanno fatto parte pochi li ricordano. Da qui l’idea di creare una memoria storica di chi lo ha costituito per non dimenticare il passato, per far sapere ai nostri nipoti e pronipoti cosa accadeva e come si svolgeva la nostra vita in caserma e fuori. Noi ex vigili del fuoco abbiamo contribuito alla storia del Corpo; ora, in pensione, desideriamo metterla nero su bianco».

2. Quali qualità dovrebbe avere chi vuole intraprendere questa professione?
Rusticali: «Bisogna avere spirito di abnegazione verso gli altri, perché ti trovi nelle situazioni più disparate, dal salvataggio di un gatto alla morte di qualcuno. Non a caso noi collaboriamo anche con l’Università Bocconi di Milano per traumi psicologici e dopo pensionamento».
Orsi: «Direi altruismo. Non avere paura delle incognite che si presentano. Rapidità nel trovare soluzioni».

3. Nei Vigili del Fuoco ci sono anche delle donne. Qual è il ruolo e quale la loro attività?
Rusticali: «Le donne sono come gli uomini: possono entrare come vigili, come ufficiali come ingegneri o architetti e impiegate nei vari uffici ministeriali».
Orsi: «Le donne possono svolgere benissimo gli stessi ruoli degli uomini, ovviamente negli interventi occorre una certa robustezza fisica».

4. Quali sono gli obiettivi futuri?
Rusticali: «Ricostruire l’intervento e i partecipanti ai soccorsi del terremoto di Belice del 14-15 gennaio 1968, nella Sicilia occidentale. Una scossa all’ora di pranzo e l’altra a tarda sera rasero al suolo interi centri uccidendo 370 persone, ferendone un migliaio e lasciandone circa 98.000 senza un tetto; Poggioreale, Salaparuta, Gibellina, Salemi, Santa Ninfa, Partanna, Vita e Calatafimi furono i paesi più duramente colpiti nel versante trapanese».
L’ex vigile Mauro Orsi (Bo) sta raccogliendo i nominativi (circa 5000) di chi vi prese parte, per farli incontrare al cinquantennale del sisma: «saremo in pochi dato che, 50 anni fa, i più giovani avevano 20 anni».

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mercoledì 4 ottobre 2017