#ThisDoesntMeanYes: un hashtag per fermare l’ignoranza

Mercoledì sera. Mi sto preparando per uscire. Indosso un paio di jeans e una camicetta bianca un po’ scollata. Mi sto truccando davanti allo specchio quando il mio sguardo cade sul décolleté. Per raggiungere le amiche dovrò fare un tratto di strada da sola, mi domando se non sarà troppo azzardato da parte mia mostrare qualche centimetro di pelle in più, rischiando così di attirare le attenzioni sbagliate.
Un po’ infastidita da questo dubbio, penso: “Perché quando esco devo sempre stare attenta a cosa indosso o al modo in cui sono truccata, per evitare eventi spiacevoli?”. Immediatamente rispondo: perché nella nostra società, purtroppo, non si insegna agli uomini a non molestare le donne (sia fisicamente che verbalmente); ma, al contrario, le donne vengono istruite a non farsi molestare dagli uomini. Ogni volta che una ragazza esce, infatti, deve scegliere con attenzione il modo in cui vestirsi o truccarsi, non solo per una questione estetica, ma anche di prevenzione. Una gonna di qualche centimetro in meno, una maglia un po’ più scollata o un trucco leggermente più pesante rischiano di attirare sguardi indiscreti, commenti sgradevoli, fino ad arrivare al gesto estremo, lo stupro. Ancora oggi, l’era dei telefonini intelligenti, una donna vittima di molestie (dal “complimento” allusivo per strada alla “palpata” in ufficio) è spesso incolpata di essere responsabile di ciò che le è successo.

Per fermare questo modo di pensare il centro antiviolenza Rape Crisis London ha promosso la campagna #ThisDoesntMeanYes: attraverso immagini di donne comuni e libere di vestirsi secondo i propri gusti vuole mostrare e far capire che la disponibilità sessuale non dipende dall’abbigliamento o dall’atteggiamento di una persona, ma soltanto dal suo consenso esplicito: un abito non sostituisce un ‘sì’.

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#ThisDoesntMeanYes possiede un manifesto d’impatto:
«A short skirt is not a yes.
A red lip is not a yes.
A wink is not a yes.
A slow dance is not a yes.
A walk home is not a yes.
A drink back at mine is not a yes.
A kiss on the sofa is not a yes.
The only ‘yes’ is a ‘yes’.»

La mia protesta personale quella sera è stata scegliere di indossare comunque la mia camicetta, perché soltanto sì significa sì.

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L'alternativa
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giovedì 27 aprile 2017