Quel Natale di cent’anni fa

Dopo che a Sidney un individuo, in nome di un professato fanatismo religioso ha tenuto in ostaggio per 16 ore un gruppo di civili in un caffè del centro, molti australiani di fede musulmana hanno manifestato il timore di diventare vittime di ritorsioni per strada a causa del loro credo religioso. La scrittrice Tessa Kum ha lanciato in risposta la campagna #illridewithyou (camminerò con te) che nel giro di 12 ore ha avuto più di 150.000 followers. L’Australia − sì, proprio l’Australia − mostra al mondo intero come rispondere al terrorismo, non lasciandosi sopraffare da una follia anti-islamica in risposta al folle gesto di un singolo uomo.

Il Natale quest’anno sembra più lontano che mai. Le luci degli addobbi non riescono a coprire il velo di tristezza e terrore lasciato da notizie come quella dell’attentato di Peshawar o dei civili presi in ostaggio a Sidney.

Qualche giorno fa sfogliando una rivista ho letto un trafiletto che citava una tregua spontanea avvenuta nel periodo natalizio durante la prima guerra mondiale e incuriosita ho fatto qualche ricerca: esattamente cent’anni fa, nel fango delle trincee lungo il fronte delle Fiandre, i soldati inglesi e tedeschi smettevano di spararsi contro in nome di un messaggio universale di pace e amore per il prossimo.

Tutto iniziò nel modo più semplice possibile: i tedeschi avevano acceso delle candele sugli alberi e nelle trincee, intonando canti natalizi a cui gli inglesi diedero presto eco. Parole diverse ma musica uguale. Qualche temerario cominciò ad uscire dalla trincea, seguito da altri, e altri ancora. E così gli schieramenti si ritrovarono faccia a faccia, uomini davanti ad altri uomini. Nelle lettere spedite a casa i soldati raccontano di partite di calcio improvvisate, scambi di doni e auguri, qualcuno narra persino che un inglese, barbiere di professione, tirò fuori un rasoio e si mise a tagliare i capelli a tutti, indistintamente. La tregua non piacque agli alti comandi, che dopo qualche ora costrinsero gli uomini a tornare nelle trincee: fraternizzare con il nemico era considerato tradimento.

Inizialmente l’episodio fu taciuto ai contemporanei, solo intorno a Capodanno il New York Times raccontò i fatti definendoli come «una delle più grandi sorprese di una guerra sorprendente». La storia è cantata nel video musicale Sono più sereno del gruppo Le Vibrazioni e in un recente spot pubblicitario creato dalla collaborazione tra la catena di supermercati Sainsbury’s e la Royal British Legion in occasione del centenario della Grande Guerra.


Intanto il Natale si avvicina. Un Natale stanco, preceduto da onnipresenti mercatini, affaticato dalla retorica perbenista e appesantito dalle tante luminarie. Un Natale che si trascina, ma che sotto strati e strati di regali forse conserva ancora il messaggio di pace che quei soldati di cent’anni fa ci hanno lasciato. Forse.

L'alternativa
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mercoledì 4 ottobre 2017