Pelo e contropelo

Pelo e contropelo

Curiosando tra le notizie della sezione Culture dell’Huffington Post, ho trovato una bizzarra infografica: cani, colori e un planisfero. Il blog Mashable, ha incrociato le foto condivise dagli utenti del social network Klooff, riuscendo a mappare l’amore canino nelle varie nazioni.
Questa notizia, oltre a palesarmi l’esistenza del peloso social network, ha evidenziato che il cane più “italiano” è il Brussels Griffon. Si è aperta una voragine sotto i miei piedi, le sirene hanno suonato e le mamme hanno tappato gli occhi ai loro figli: non conosco nessuno che abbia questa razza canina in casa! Sono circondata da cinofili anomali o semplicemente nessuno di loro utilizza questo nuovo social?
Eppure, grazie alla mia esperienza di donna saltatrice amatoriale di “feci da marciapiede”, mi duole precisare che (oltre all’esistenza di una smisurata quantità di razze diverse dalla Brussels Griffon) in giro ci sono anche cagnetti senza razza e pedigree ma amatissimi dai loro proprietari.
Mi pongo a muso duro contro la predilezione della purezza genetica, le sfilate per i quattro zampe, le fiere della perfezione e della passione per l’estetica. Se il cane è il miglior amico dell’uomo, come tra ominidi bipedi, sarebbe il caso di non mapparne solo la razza.
Esiste, infatti, uno strano sentimento che spinge il bravo padrone a portare il proprio cane in strada anche la domenica mattina, a passeggiare sotto la pioggia, a perdonare scarpe masticate e divani sfondati. C’è un certo affetto, che stimola anche ad organizzare viaggi e vacanze tenendo conto dei bisogni dell’amico peloso.
Un sentimento, che come tutti i sentimenti, può non essere duraturo e sincero.
Secondo dati del Ministero della Salute (ultima rendicontazione 2006), risultano presenti sul territorio nazionale 6.000.000 unità di cani randagi e solo un terzo è ospitato nei canili. Il loro abbandono, oltre ad essere un reato penale (art. 727 del Codice) e un atto crudele, alimenta il problema del randagismo soprattutto a sud dello Stivale.
Molte associazioni e l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), attivano ogni anno campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono e organizzano attività di formazione sul tema del rispetto degli animali. In particolare, l’ENPA ha attivato un percorso per ragazzi chiamato Delfini ENPA. Tra le attività, c’è posto anche per le pagine web dove i bambini (accompagnati da un internauta adulto) possono venire a conoscenza delle principali minacce umane per gli amici animali. L’auspicio è che imparino a guardare con occhi diversi un circo, uno zoo, un randagio. Vista la quantità di temi inerenti al rapporto uomo-animale forse sarebbe utile creare una fotomappa alternativa: nei vari Paesi del mondo che “razza” di padrone hanno i cani?

L'alternativa
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sabato 19 agosto 2017