Libri in movimento

Buone pratiche

I libri si muovono. E lo fanno contro ogni logica fisica, essendo di carta e privi di gambe. Cambiano città, entrano in contatto con nuove persone, moltiplicano i sogni. Non è una storia nuova, ma una tradizione antica: basti pensare ai vecchi cantastorie. O, se vogliamo andare più lontano, possiamo scoprire che nel Giappone del XII secolo nacque e si diffuse il teatro del kamishibai, letteralmente “dramma di carta”, che ha avuto un momento di ripresa a inizio del Novecento. Libri illustrati, letti ad alta voce da cantori che si muovevano in bicicletta da un villaggio all’altro.

Dalle tradizioni antiche nascono le storie nuove. È dunque a questo che si è ispirata l’associazione pugliese di promozione sociale LibroLab, una vera e propria libreria itinerante su quattro ruote, specializzata nella letteratura per l’infanzia. L’intento è chiaro e definito nello statuto: educare alla Bellezza. Tra i principi la valorizzazione dei quartieri periferici delle città: quelli dove è più difficile immaginare una libreria.

La meta privilegiata del vagabondare di Leggìu è stata la Sicilia. Trattasi di un furgoncino guidato dagli amici di Pianissimo – Libri sulla strada: pieno di testi da portare in piazza o a casa di qualcuno per accrescere la consapevolezza di lettori più o meno giovani, per soddisfare i bisogni di chi era affamato di parole.

Letteratura rinnovabile ha origini lombarde, nasce come associazione figlia degli editori di Marcos y Marcos. L’idea di base è quella dei libri che generano energia come batterie ma non si scaricano mai. Le iniziative seguite sono tante. C’è il Giro d’Italia in libreria, che quest’anno ha concluso la sua seconda edizione. Leitmotiv: biciclette e librerie indipendenti, letture e incontri tra autori, lettori e librai. Con loro le biciclette parlanti, che raccontano storie grazie alla dotazione di audiolibri. E poi Letti di notte, apertura serale delle librerie per salutare l’arrivo dell’estate.

Le buone idee sembrano non finire mai. A Roma stanno prendendo piede le bibliocabine: visto che le cabine telefoniche non le usa (quasi) più nessuno, tanto vale farne delle piccole biblioteche! Simile il progetto dei frigobook nel Comune di Acquaviva delle Fonti: vecchi frigoriferi diventano mini-librerie perfette da abbellire con l’ausilio di bravi writers e da riempire con buoni libri.

Ci piace l’idea dei libri in movimento. Contro chi sostiene che i lettori siano individui piuttosto rari, ecco la prova che almeno fanno di tutto per incontrarsi. E che non tutti prediligono la comoda e calda poltrona di casa per sfogliare le pagine.

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martedì 2 maggio 2017