Letterina a Babbo Natale

Servizio Clienti X, sono Nicolò, come posso esserle utile? Ops! Ho sbagliato l'inizio, scusami Babbo Natale.

Letterina a Babbo Natale

È che, caro Babbo, per l’abitudine di rispondere al telefono non mi viene da scrivere “Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei…”. A proposito, tu chiami mai il Call Center? Già l’immagino: “Salve, sono Babbo Natale, ho problemi di connessione con il mio telefonino. Potrebbe controllare la copertura qui al Polo Nord?”

Oddio… vuoi vedere che quel tizio che chiama ogni giorno spacciandosi per Babbo Natale sei davvero tu? Ora capisco! Perdonaci allora se ti chiudiamo il telefono in faccia, ma tra maniaci che vogliono conoscere il colore delle mie mutande e altri clienti simpaticoni che dicono di essere Goku e alla ricerca delle sfere del drago… sai… il dubbio che tu possa essere un altro burlone c’è. Tornando a noi. Penso di esser stato abbastanza bravo al telefono quest’anno o almeno questo dicono i dati sulla qualità percepita dai clienti, che è abbastanza alta; quindi direi che in base ai loro voti mi merito un bel regalo di Natale.

Vorrei chiederti solo due cose: la prima è un bel vocabolario d’italiano! Si, lo so che ti starai chiedendo il perché di questo regalo, considerato che sono laureato in lettere e quindi dovrei conoscere la lingua italiana. Ma credimi, dopo quasi un anno di “mi scusi potrebbe disconnettare la mia offerta?” oppure “mi darebbe il codice pank (!)” o ancora “qual è l’asterisco? la stellina?”, inizio ad avere dubbi sulle mie conoscenze.

E poi dopo questo regalo piccolo piccolo, anche a me tocca chiederti la pace nel mondo… Però nel mondo coniugale! Non è piacevole sentire fidanzati psicopatici che vogliono sapere tutti i movimenti telefonici dei/delle loro consorti del genere “La prego mi sposo domani e ho necessità di sapere se il/la mio/a ragazzo/a manda messaggi a qualcun’altro/a..la prego cerchi di capire!” e giù con piagnistei, lacrime toccanti e via dicendo. Il che comporta un notevole stress per il mio padiglione auricolare, ma soprattutto il dover compiere ruoli di psicologo o di un centro di ascolto.

Quindi caro Babbo Natale, non ti chiedo un contratto degno di tale nome, delle ferie garantite, di poter avere la tranquillità di ammalarmi senza rischiare il posto, di non sentirmi come in un pollaio in quelle gabbiette, di non vedere più gente fare incredibili balzi di carriera senza alcuna logica ragione, di non dover lavorare i giorni festivi ecc ecc. Ti chiedo solo queste due piccole cose.

In cambio, prometto che il prossimo che si spaccia per Babbo Natale al telefono lo ascolto. Ti ringrazio quindi di averci chiamato e ti auguro una buona giornata. Ops, ci sono ricascato!

L'alternativa
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venerdì 28 aprile 2017