L’arte di essere quello che mangi

L’arte di essere quello che mangi

C’è il vegetariano di un tipo, il vegano di un altro, chi mangia solo pesce, chi non sopporta le uova ma mangia la carne. Idee e parole a riguardo proliferano. Fra le tante letture possibili ho scelto Vivere lo yoga di S. Gannon (Eifis Ed.), un libro che conduce ad una maggiore consapevolezza del perché di una scelta vegana. Una lettura semplice che non supera le cento pagine, completa di ogni spiegazione e per chiunque voglia approfondire l’argomento, ma è bloccato dalla paura di cambiare.
Per molti è normale pensare una cosa, farne un’altra e dirne un’altra ancora. Il motivo – nonché una delle malattie moderne – è la disconnessione all’interno di noi stessi (fra mente, cuore e corpo) e fra noi e gli altri. Guarire questo paradosso umano significa «dissolvere l’illusione della diversità», in noi stessi (fra pensiero e azione) e con il mondo – dove vi fanno parte anche gli animali –.

Se ci sentiamo diversi e sconnessi da qualcuno sarà semplice provocargli del male perché non riusciamo a vedere che facendolo a lui o lei, lo stiamo facendo anche a noi stessi.
Ma cosa c’entra tutto questo con quello che mangiamo? La disconnessione porta a pensare che le nostre azioni non hanno un’influenza su di noi e sul tutto, invece è esattamente l’opposto. Pensarlo uccide la nostra autostima e conduce il nostro agire ad operare con totale noncuranza: se ciò che faccio non ha alcun effetto, o se ce l’ha sarà comunque impercettibile al mondo interno, allora non mi sentirò mai responsabile di quella o questa azione. In poche parole se procuriamo sofferenza la procuriamo anche a noi stessi e a chi vive con noi, se feriamo ci riconosceremo anche attraverso questa ferita.
L’autrice accompagna il lettore in queste riflessioni fornendo anche dati e numeri impressionanti sui danni ambientali di un’alimentazione carnivora e sugli abusi sessuali e mentali a cui gli animali sono quotidianamente sottoposti – mangiandoli ci nutriamo anche di questo –.

Un mantra indiano insegna: «possano tutti gli esseri essere felici e liberi ovunque, e possano i pensieri, le parole e le azioni della mia vita, in qualche modo contribuire a quella felicità e libertà per tutti». Ciò che facciamo all’altro, umano o animale che sia, sarà parte del nostro essere. «Come vediamo noi stessi determinerà molto chi siamo, e chi siamo verrà rivelato nelle nostre azioni». Ad ognuno la scelta di agire sentendosi parte del tutto o meno, di considerare l’animale un soggetto vivo, degno di felicità e una preziosa opportunità per liberarci e liberare il mondo intero.

L'alternativa

I vostri commenti all'articolo

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  1. Francesca

    E’ una lettura molto bella, facile ed esaustiva Fabiana. Lo consiglio vivamente, entra nelle riflessioni spirituali e pratiche del perché seguire lo stile vegano. Buona lettura, fammi sapere tue critiche o pensieri!

  2. Fabiana

    Brava Francy! Mi è piaciuta moltissimo questa tua riflessione.
    Grazie per la ‘dritta’ sul libro da consultare, lo leggerò sicuramente.

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mercoledì 4 ottobre 2017