Il magico potere del riordino

Un metodo per riorganizzare in modo efficace gli spazi

Se per noi riordinare è un’attività del tutto comune e poco amata, in Giappone parliamo di una vera forma d’arte. Una donna in particolare ha fatto del riordino la propria ragione di vita nonché missione professionale.

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Il suo nome è Marie Kondo. Ha un viso dolce che ispira fiducia e in un ipotetico biglietto da visita si leggerebbe “Consulente domestica”. Questo perché ha trasformato una curiosa passione in un lavoro a tempo pieno. Fin da piccola un’avida lettrice di riviste per casalinghe, all’università decide di specializzarsi nella disciplina del riordino. Così in breve tempo Marie avvia una propria attività ed elabora il “Metodo Konmari”: come riorganizzare in modo efficace gli spazi, dalla casa all’ufficio. Il successo è immediato e diventa un guru del settore.
Oggi i suoi corsi sono conosciuti in tutto il mondo ed è una celebrità, osannata dal pubblico e richiesta dalla televisione. Curiosamente, tra i suoi clienti si contano non solo casalinghe sull’orlo di una crisi di nervi (come qualche malizioso potrebbe pensare), ma anche importanti manager, ricchi uomini d’affari e professionisti in genere. Nel 2014 Marie sale alla ribalta con un bestseller internazionale, in Italia tuttora al vertice della classifica dei libri più venduti. Un caso letterario di cui ha parlato anche l’autorevole quotidiano britannico The Times. Tra le pagine si svela il suo metodo per riordinare e che chiunque può mettere in pratica. L’idea di fondo è liberare gli ambienti per liberare la mente. Sbarazzandosi di oggetti ormai inutili − vestiti libri documenti fotografie − si intraprende un viaggio dentro se stessi.
Eliminare il caos circostante equivale a fare introspezione. Nella filosofia Zen riordinare è un rito sia fisico che mentale: si guadagnano maggiore fiducia in se stessi e minore attaccamento al passato, si impara a valorizzare le cose importanti e a non acquistare in modo compulsivo. Ne è convinta Marie: «Quando una persona sperimenta almeno una volta “l’ordine perfetto”, prova la sensazione che la propria esistenza abbia subito una metamorfosi».

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L'alternativa

I vostri commenti all'articolo

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  1. Francesca Groppo

    Lo scopo viene raggiunto e fa di un bene alla vista e allo spazio quasi da non crederci. Quanto superfluo abbiamo nelle nostre cose. Il secondo scopo è mettere ordine al proprio passato. Per questo si legge piano, deve essere digerito. Rendere liberi della testa tagliare con l’ombra del passato e arrivano eventi nuovi.

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giovedì 27 aprile 2017