Compassione

La preghiera cantata dal muezzin nel cuore della notte era stata toccante. Saabira l’aveva seguita con emozione mentre il marito, fiaccato da una lunga giornata di contrattazioni al suk, non aveva mai smesso di russare.
Era cresciuta assieme al consorte in un piccolo villaggio al confine con la Siria, a
maggioranza cristiano-maronita, dove il tempo scorreva placido senza invocazioni. Poi, raggiunta una certa prosperità, si erano trasferiti ad Amman dove quella pratica rituale non cessava di estasiarla.

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Al mattino avvolse i capelli entro l’hijab azzurro e indossò l’abaya nera con bordini dorati e
fregi intonati alla tinta del velo. Prima di uscire si guardò allo specchio soddisfatta dalla sua distinzione.
Camminò fino al quartiere dell’antico teatro romano dove si concentravano i mendicanti e
persino dei lebbrosi. Tra essi vide un piccolo storpio seduto sui gradini con una scodella di
zinco tra le mani. Era gracile e immobile come un oggetto di vetro rassegnato a spezzarsi.
Lo contemplò a lungo, intenerita, stropicciando una banconota viola e marrone. Indecisa
su come agire per non attirare l’attenzione, finì per riporre la generosa regalia direttamente nelle mani del bambino. Questi, un po’ stupito, la compensò con un sorriso.
Il suo cuore già sollecitato dalla melodia notturna traboccò di sentimento.

Nella Governors Suite, al sedicesimo piano dell’ International hotel, Yasir fu disturbato
da uno dei suoi gregari proprio mentre era entrato nella Jacuzzi.
Il subalterno gettò con noncuranza una busta zeppa di banconote sul ripiano di marmo
nero portoro, sotto lo specchio, e si sedette sul bordo della vasca.
«Ho cambiato le monete per tua maggior comodità.» – disse.
Yasir lo fulminò con i suoi occhi di carbone ardente finché quello non assunse un
contegno più rispettoso.
«Nulla di particolare da segnalare?»
«Lo zoppetto aveva un Abdullah II nella ciotola.»
«Cinquanta dinari? Stai scherzando?»
L’uomo estrasse la banconota dalla busta per mostrargliela.
«Voglio che me ne piazzi qualcuno anche nei quartieri di Abdali e Gebel Weibdeh. Non
perdere tempo.» – comandò dopo veloce riflessione.
«Avverto il dottore per le amputazioni? Quello esperto?»
«Naturalmente! Con questo genere di elemosine ci ripaghiamo il costo delle operazioni in
pochi giorni.»
Prima che il gregario se ne andasse Yasir gli diede un’ultima consegna:
«Maschi e sotto gli otto anni: messi al posto giusto valgono una miniera!»
Rimasto solo annusò la fragranza che aveva copiosamente asperso sulla barba e si abbandonò al delizioso massaggio degli idrogetti.

«Ah dove nel mondo accaddero stoltezze maggiori che presso i compassionevoli?
E che cosa nel mondo causò più sofferenza delle stoltezze del compassionevole?
Guai a chi ama e non può collocarsi più in alto della propria compassione!!» F.W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra.

 

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale


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venerdì 13 dicembre 2019