C’è un drone per te: il futuro delle consegne a domicilio

Alzare lo sguardo verso un cielo animato dal traffico di oggetti volanti privi di presenza umana a bordo potrebbe diventare presto un’esperienza quotidiana. Sebbene un simile scenario sia infatti ancora tipico della fantascienza, il grande sviluppo che negli ultimi anni sta caratterizzando la tecnologia dei droni lascia correre la fantasia a braccetto con la realtà.
Di tali velivoli comandati a distanza sentiamo parlare sempre più spesso, di solito in relazione a curiose e affascinanti novità sul loro attuale utilizzo o sui potenziali impieghi futuri. Originariamente creati per fini militari, essi risultano ormai ampiamente usati anche a scopi civili, come ad esempio nel caso delle fotografie, delle riprese aeree e per operazioni di monitoraggio e sorveglianza. Ma i progetti per il loro sfruttamento si sono allargati pure ad altri ambiti, come gli interventi di soccorso o l’estensione della copertura internet. Un campo di applicazione per il quale molto si sta lavorando è poi quello delle consegne a domicilio, decisamente affascinante per il suo sapore particolarmente avveniristico.
L’azienda Amazon si è impegnata dal 2013 nel progetto Prime Air, che mira a sostituire i tradizionali fattorini proprio con mezzi volanti capaci di consegnare rapidamente la merce ordinata all’ingresso delle nostre case; in proposito, l’agenzia statunitense che regolamenta l’aviazione civile (FAA) ha ormai autorizzato i test necessari per collaudi e sviluppi. Anche la tedesca DHL sta operando in questa direzione, tramite un collegamento sperimentale con l’isola di Juist nel Mare del Nord, ma non solo: proprio assieme ad Amazon e Audi, la ditta ha fissato l’obiettivo di far trovare gli articoli all’acquirente direttamente nel bagagliaio della propria auto. Nuove frontiere si sono dunque aperte e i risultati arrivano in parallelo agli investimenti. Quest’anno, nel deserto americano del New Mexico dovrebbe essere avviata la costruzione di una vera e propria città, che non sarà destinata ad abitanti umani ma alla esclusiva sperimentazione di tecnologie intelligenti, fra cui l’impiego di velivoli senza equipaggio. E analoghe prospettive sono attualmente studiate da altre grandi imprese, come Google e Alibaba.
In Italia le normative stabilite dall’ente nazionale di riferimento (ENAC) sono ancora molto restrittive, ma la recente fioritura di scuole ufficialmente riconosciute per la formazione di piloti di droni lascia intendere quanto il settore stia crescendo.
Le perplessità e le incognite chiaramente non mancano, fra motivi di sicurezza e questioni di privacy, e di sicuro, almeno per qualche anno, saranno ancora commessi in carne e ossa a suonare alle nostre porte. Eppure risulta comunque emozionante poter immaginare i nostri cieli popolati di vari oggetti volanti, e ciò facendo riferimento non a romanzi o pellicole cinematografiche ma alle ultime notizie relative alle moderne tecnologie. Per tutto il resto, fra aspettative e inquietudini, solo il futuro potrà dirci di più.

Amazon Drone Babies

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mercoledì 4 ottobre 2017