Autonomie scandinave

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Nell’immaginario degli appassionati di climi freddi, un posto d’onore spetta sicuramente alla traversata del Mar Baltico che, da sempre, affascina i viaggiatori in cerca di avventura nel Nord Europa. Da alcuni decenni ormai, la tratta Stoccolma−Turku−Helsinki è infatti una tappa obbligata per chi parte per la Scandinavia.

A circa metà del tragitto si trovano le Isole Åland (in finlandese Ahvenanmaa), una provincia autonoma della Finlandia con capoluogo Mariehamn. Pochi, fuori dalla Scandinavia, ne hanno anche solo sentito parlare, ma esse costituiscono di certo un luogo molto interessante dal punto di vista storico, diplomatico ed amministrativo.
Questo grazioso arcipelago, formato da migliaia di isole ed isolotti, ha sempre rappresentato un punto nevralgico per gli eventi storici della regione per la sua posizione strategica all’ingresso del golfo di Botnia e a metà della direttrice marittima Stoccolma−Turku.

Le Åland appartenevano in passato al Regno di Svezia, come d’altronde la stessa Finlandia. A differenza di quest’ultima, tuttavia, esse erano abitate da una popolazione di etnia, lingua e cultura pienamente svedese. Nel 1809, con il trattato di Fredrickshamn, la Corona di Svezia cedette alla Russia le Åland, che vennero incorporate nel semi-indipendente Granducato di Finlandia. Nel 1917, dopo l’ondata rivoluzionaria bolscevica che rovesciò l’impero zarista, la Finlandia proclamò la propria piena indipendenza. Contestualmente, la popolazione alandese cercò di sfruttare il momento propizio per ottenere la secessione e di ricongiungersi così alla madrepatria svedese.
La questione non si risolse e, ben presto, assunse tale rilevanza internazionale da venire presentata, discussa alla Società delle Nazioni nel 1921. La risoluzione adottata mantenne formalmente intatta la sovranità della Finlandia sulle Isole contese, ma allo stesso tempo ne riconobbe la perpetua neutralità, la demilitarizzazione ed un elevatissimo grado di autonomia al fine di preservarne l’identità. Questa impostazione fu poi garantita da Svezia e Finlandia attraverso la conclusione di un trattato internazionale ad hoc.

Oggi le Åland godono di un’ampia autonomia legislativa ed esecutiva. Dispongono di un Parlamento con estesi poteri decisionali e di una propria forza di polizia. Giocano un ruolo di primo piano nella negoziazione degli accordi internazionali, influenzando in maniera determinante la posizione dello Stato finlandese.

Gli eventi delle Isole Åland costituiscono un esempio positivo di soluzione e gestione di un conflitto etnico potenzialmente devastante e potrebbero essere elevati a modello di pace, di sviluppo e di prosperità.

Stoc-Turk

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martedì 2 maggio 2017