Woodstock: l’evento che ha segnato un’epoca

Il Festival più importante ed evocativo che si ricordi, giustamente inserito dalla celebre rivista Rolling Stones tra i 50 momenti che hanno segnato la storia del rock, festeggia quest’anno il suo 45° anniversario. Ancora oggi, a decenni di distanza, impressiona rileggere i nomi degli artisti che si esibirono sul palco e il numero di giovani spettatori (ufficialmente più di 400.000 ma inizialmente stimati in 50.000 dagli organizzatori) che occuparono pacificamente un terreno di oltre 2,5 km² preso in affitto da un allevatore di Bethel, cittadina a poca distanza da Woodstock, stato di New York. Un’epica maratona musicale di tre giorni (il Festival ebbe luogo dal 15 al 18 agosto 1969) che con il tempo ha assunto anche un significato e un valore artistico, sociale e culturale.

Il Festival di Woodstock ha rappresentato e rappresenta tuttora uno dei momenti più alti della controcultura hippy, ponendosi idealmente come naturale successore di quella Summer of Love che due anni prima, nel 1967, aveva contribuito a trasformare il tranquillo ed economico quartiere di Haight-Ashbury a San Francisco, nello psichedelico cuore pulsante di un’intera comunità di intellettuali e artisti decisi a ispirare la propria vita agli ideali di pace, spiritualità, amore libero e vita comunitaria. A renderlo indimenticabile artisti del calibro di Joan Baez, Carlos Santana, The Who, Creedence Clear Water Revival, Grateful Dead, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Crosby, Stills, Nash & Young e Jimi Hendrix, che impreziosì la sua performance con una reinterpretazione distorta e fragorosa di The Star-Spangled Banner, l’inno americano, probabilmente una delle immagini più potenti dell’intera manifestazione.

Curiosamente lunga e importante anche la lista dei musicisti che declinarono, per varie ragioni, l’invito: i Doors preferirono riprendersi dai guai giudiziari che avevano coinvolto Jim Morrison per presunti atti osceni in pubblico; Bob Dylan, per sfuggire al caos che avrebbe riempito la cittadina di Woodstock (dove risiedeva all’epoca), scelse di esibirsi pochi giorni dopo al Festival dell’Isola di Wight; i Led Zeppelin preferirono rispettare le tappe del loro tour estivo mentre pare che John Lennon, per portare i Beatles al Festival abbia preteso, senza ottenerla, la partecipazione della Plastic Ono Band. Woodstock, nonostante alcune defezioni dell’ultimo minuto e le pessime condizioni meteo, fu ugualmente un successo strepitoso non solo dal punto di vista artistico ma anche mediatico, costringendo ancora una volta i mass media del tempo (inclini più che altro a sottolineare i rischi per l’ordine pubblico e il consumo di LSD degli hippy) e l’opinione pubblica statunitense, già profondamente lacerata dalla sanguinosa guerra in Vietnam, a considerare le ragioni della non violenza e del pacifismo. Richiesta ancora drammaticamente attuale.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Per informarsi bene bisogna avere buona capacità di #interpretazione e #menteaperta. https://t.co ...
  • #Mappiato: viaggio intorno al mondo con le canzoni di Franco #Battiato https://t.co/Gx0aK44cOW h ...
  • Un'interessante intervista sulle #dipendenze contemporanee​. https://t.co/S1o5PAun9b https://t.c ...
  • La difficoltà di essere davvero informati e aggiornati nel labirinto di #troll #fake nella socie ...
  • #Leggere che passione! Così tanti libri e così poco tempo per leggerli... https://t.co/hMCprdnvHH ...
  • Meravigliarsi è una cosa meravigliosa. Ma siamo ancora capaci di farlo? #meraviglia #tecnologia h ...

martedì 3 ottobre 2017