Welcome to the Area X!

Ci sono una biologa, una topografa, una psicologa e un’antropologa. Avrebbe dovuto esserci anche una glottologa, ma alla fine non ha preso parte alla “gita” (forse il suo contributo avrebbe potuto essere determinante ai fini della ricerca). Il quartetto fa parte della dodicesima missione in un territorio chiamato Area X, di cui ovviamente non si sa nulla, soprattutto chi sta all’esterno. Qualcuno sa, ma come sempre le informazioni rilasciate alle persone della missione non sono molto precise. Anzi.

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Si accenna al fatto che vi sia una natura incontaminata, come confermato dalle dichiarazioni della biologa: «L’aria era così pulita, così fresca, mentre il resto del mondo era com’era sempre stato nell’epoca moderna: sporco, stanco, imperfetto, in esaurimento, in guerra con se stesso » (p. 29). Siamo guidati dai suoi occhi, dalle sue sensazioni, ci fa conoscere alcune tracce del suo passato, della sua vita prima dell’Area X.
Qualcosa però da quelle parti non è come sembra. Le protagoniste scendono all’interno di una torre, o forse un tunnel, che non compare sulle cartine e non si capisce bene cosa sia. Solo uno dei personaggi si ostina a chiamarla torre ma rimaniamo confusi. In questo ambiente la biologa entra in contatto con qualcosa che sembra aiutarla rispetto alle sue colleghe. Sulle pareti di questo luogo, infatti, vi sono frasi lunghissime che qualcuno o qualcosa ha scritto. Non è chiaro nemmeno questo. Si sa solamente che le scritte sono in realtà delle piante, su cui vivono animali particolari.
Forse sarebbe meglio per i protagonisti abbandonare l’Area X. A quanto pare però, raggiungere il confine non è un’impresa semplice. Si cammina e si cammina e si cammina ancora e ancora e ancora, ma del confine nessuna traccia.

Chi ci ha provato, palesemente senza riuscirvi, giura che almeno il rientro è stato più corto. Di una quisquilia, in realtà. Tre giorni. Alcuni pare ci siano riusciti, ma sono morti dopo poco. Ci dev’essere davvero qualcosa di anomalo in questa Area X. Peccato non si riesca a capire cosa. Esiste veramente? È solo nella testa della biologa? E tutte le altre persone che vi hanno fatto un giretto? Infatti, sembrerebbe che i soliti noti avrebbero celato volontariamente (ma dai!?) alcuni dettagli, come un numero imprecisato di missioni precedenti, nonché altre piccole particolarità che non possono essere rivelate qui, per evitare di rovinare il piacere a chi si è incuriosito. Dunque niente spoiler.
Certo che Jeff  VanderMeer si è davvero impegnato per portare il lettore a questo livello di assuefazione e confusione. Si continua a leggere perché si vuole sapere, scoprire, ma più si sa e si scopre e più ci si perde. Per fortuna Annientamento è solo il primo volume della Trilogia dell’Area X e pertanto si può sperare di venirne a capo con il seguito. Ma non siate troppo fiduciosi. Nel frattempo preoccupatevi solo nel caso sentiate qualcuno gridare «Annientamento! Annientamento!», vorrà dire che siete oltre il confine, siete nell’Area X.

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venerdì 6 ottobre 2017