Scelte di vita: voglia di vivere bene

The Good Life è un documentario dello scrittore Niccolò Ammaniti che per la prima volta lascia riposare la scrittura per parlare attraverso la voce colorata delle immagini. Un film di 75 minuti che racconta tre uomini conosciuti dal regista in India.

Baba Shiva è un vicentino che negli anni ’70, contrario alla leva militare e fermo sui suoi principi, per “gioco” parte con un amico per l’India, dove oggi vive. Lo si vede nel paese di Benares continuare a riva del fiume Gange i riti che gli donano pace e serenità. In Italia, dichiara, non avrebbe avuto la libertà di prendersi il tempo per cercare una dimensione spirituale che lo realizzasse. Nella nostra società tutto è difficile e diventa illecito se si decide di vivere non conformi al lavoro e faticare per una realizzazione immateriale.

Eris, invece, è un trevisano che assieme alla famiglia ha vissuto più di 20 anni da nomade. Oggi ha tre figlie, cresciute ed educate dalla sua compagna Veronica, e una squadra di “adulti adottati” − gli operai che ha formato e con i quali oggi progetta ed edifica nel paese himalayano, la sua nuova casa.
Si è ripulito dall’indottrinamento che l’educazione italiana gli ha inculcato. È un ribelle pieno di intelligenza che non ha avuto paura a esprimerla. Oggi costruisce abitazioni in un territorio montuoso e sismico, ha la licenza media, i suoi progetti sono architettonicamente e ingegneristicamente evoluti, ha imparato tutto per esperienza. Sentire Eris parlare è una lezione preziosa.

L’ultimo personaggio è Baba Giorgio. Piemontese, cresciuto in una famiglia cattolica, a 13 anni sente di dover andare lontano per ritrovarsi. Dapprima va a Roma al Vaticano, dove vi resta per una settimana. Qui incontra dei circensi ai quali chiede lavoro e che lo conducono fino a Istanbul. Da li riparte con una congrega di cattolici e arriva a Delhi. Oggi è iniziato yogi dal Maestro che aveva incontrato al suo arrivo e fa il custode di un tempio in un remoto paese indiano.

Storie che raccontano una generazione in cerca di libertà ma in conflitto con la corruzione che, negli anni Settanta, ha inquinato quella stessa voglia di emancipazione. Tutti e tre sono esempi di risposte che l’uomo moderno va cercando. Al centro della loro riflessione c’è un tipo di felicità staccata da sicurezze famigliari e materiali, che emula una crescita interiore che si può trovare solo se liberi di esprimere la propria intelligenza e natura.

Ammaniti racconta che dall’Italia c’è anche chi se ne va spinto da un sogno di liberazione, un desiderio di far svelare l’anima per ritrovare se stesso, anche a costo di non tornare più indietro. È scoraggiante pensare che spesso solo una scelta radicale permetta di realizzarsi completamente sotto un aspetto spirituale, ma è anche vero che il coraggio di abbandonare uno stile di vita per un altro è un costo che appaga la serenità di farlo.

 

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Cultura
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giovedì 27 aprile 2017