Venti motivi per leggere venti novelle

"Marcovaldo. Le stagioni in città" di Italo Calvino

Italo Calvino è uno dei più grandi autori del Novecento italiano. Di quelli che si leggono a scuola. Di quelli che un alunno può anche non sopportare per un certo periodo della vita, o anche per tutta, perché ormai ha il segno indelebile di qualche professore un po’ antipatico. O di quelli che adori solo perché chi l’amava ti ha trasmesso quella passione. Io sono tra questi.

Amo Calvino probabilmente per un fatto genetico. Tra le tante cose che ha scritto ci sono anche venti novelle che hanno come protagonista Marcovaldo, un operaio povero e ingenuo, sensibile e creativo. Ho deciso di rileggerle tutte insieme, un po’ di anni dopo aver finito la scuola, e ne sono stata molto felice per ben venti motivi.

1) Perché Marcovaldo è un adorabile ometto di una sana semplicità, tanto che non puoi non provare simpatia per lui.
2) Perché è un esempio empirico della leggerezza calviniana. La prima delle Lezioni americane − mettete anche questo tra i libri da leggere.
3) Perché quando va a dormire incontra «un sonno riparatore d’ogni offesa della giornata».
4) Perché vorresti incontrarlo anche tu.
5) Perché rincorre la pioggia con le piante per innaffiarle.
6) Perché porta un albero baobab ai suoi figli.
7) Perché contempla come cambiano i colori delle foglie. 
8) Perché riempie il carrello al supermercato solo per far vedere ai figli che non ha nulla da invidiare agli altri consumatori ricchi. Ma poi lo svuota.
9) Perché trasmette la felicità con i fatti.
10) Perché raccoglie i funghi vicino agli alberi del giardino comunale. E poi li assaggia e li condivide.
11) Perché non ha paura delle vespe.
12) Perché mangia con gusto, ma non ammazza i conigli.
13) Perché sa cosa è la cura, miscelando in modo esatto premura, interesse, riguardo e zelo verso ogni cosa.
14) Perché sa giocare come un bambino.
15) Perché quando si traveste da Babbo Natale non assomiglia a nessun altro.
16) Perché osserva come cambiano le stagioni in città.
17) Perché non rimane indifferente.
18) Perché sa inventarsi le vacanze.
19) Perché sa essere svegliato dal silenzio.

Non vi bastano? Ne troverete molti altri. E allora, ci scommetto, comincerete a cercare un po’ di Marcovaldo in ogni dove. E non riuscirete più smettere.

20) Perché Marcovaldo è anche (o soprattutto?) un pretesto per pensare. La narrazione ironica e fiabesca delle sue vicende si intreccia con alcuni grandi temi dei nostri giorni: dal caos della vita in città alla questione dell’urbanizzazione selvaggia, dalle difficoltà di chi vive in povertà alle difficoltà che invece incontrano tutti gli individui nell’intessere rapporti con le persone.

Allora, avete cominciato a cercare Marcovaldo tra i vostri libri di scuola?

marcov11

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017