Un’altra festa è possibile

Il presupposto, ovvero la prima canzone dell’album, è un atto di umiltà davanti alla grandezza e alla meraviglia della vita. Perché rispetto a una serratura che ci dice un ritorno, al respiro di un bambino lieve e al silenzio della neve, al rumore della vita, si può solo alzare le mani: mai nessuna musica potrebbe eguagliare certi suoni. Stiamo parlando di Alzo le mani, track n.1 de Il padrone della festa, il nuovo disco firmato da tre amici illustri che, più che cantautori, definirei musicisti cantastorie: Niccolò Fabi, Max Gazzè, Daniele Silvestri.

Non ne scrivo in qualità di critica musicale, ma perché non riesco a smettere di ascoltarlo. Probabilmente, come tutte le dipendenze anche questa è dovuta al piacere che ne deriva. Provo a spiegarmelo (e a spiegarvelo) collegando questo effetto alla positività trasmessa da lucidi e appassionati racconti di storie che sono i dodici brani che compongono il cd. Tracce che si prestano al gioco di indovinare “chi ha scritto cosa?” vista la triplice firma, al gioco di immaginare vite, ma soprattutto che fanno tornare il buonumore.

Cos’hanno di speciale? La speranza. Non si abbandonano alla crisi del nostro tempo. «Continuare non è solo una scelta ma la mia sola rivolta possibile», è uno schiaffo a chi tende alla resa. Si continua, si resiste consapevoli che la vita è dolce (Life is sweet è uno dei singoli che ha anticipato l’uscita dell’album − track. n.2). In fondo tra i motivi per cui ascoltiamo musica c’è la ricerca della leggerezza, e qui troviamo tutta la leggerezza pensante di cui si può aver bisogno.

Non importa se Anna si chiude in bagno quando a cena parlano di libertà (Canzone di Anna, track n.4), o se Giovanni si domanda che prezzo avrà rimanere se stessi (Giovanni sulla terra, track n.8), né cosa mai potrà voler dire comprarsi una casa in zona Cesarini (Zona Cesarini, track n.11). Ci sono un Dio del tempo, uno delle piccole cose e altre stranezze come uno spigolo tondo (Il Dio delle piccole cose, track n.9). Ascoltando queste canzoni vi verrà da sorridere; sorrisi a volte leggeri, a volte amari. Vi verrà da pensare che un’altra festa è possibile, senza padroni. E vi sentirete senz’altro meglio vivendo come vi pare.


Alzo le mani (track n.1)

L’amore non esiste (track n.3)

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017