Theremin

Musica senza corde né tasti

Una elevata capacità d’interpretare la parte invisibile del suono per renderla visibile a tutti è l’ingrediente che contraddistingue un suonatore di Theremin. Il primo strumento elettronico al mondo che non prevede il contatto fisico con il musicista, inventato nel 1919 dal fisico russo Termen – da cui il nome – e conosciuto da Parigi a New York nel giro di appena 10 anni.

Lo strumento si presenta come una scatola elettronica con due antenne: una a sinistra curva e orizzontale, l’altra a destra diritta e verticale. La prima regola il volume, la seconda l’intensità. Mano sinistra che si alza e si abbassa, mano destra che pizzica delle corde immaginarie che si trasformano in suoni. Le onde di frequenza generate dai circuiti elettronici non sono udibili se non quando le mani entrano nel loro raggio d’azione. Ed è proprio questa invasione di campo, assieme al dialogo musicista-strumento, a solleticare il senso dell’udito e a regalare una magia a chi ascoltando osserva l’unicità e la bellezza dell’incontro fra corpo e suono.

Vincenzo Vasi è un italiano che di questo versatile gioiello ne fa virtù. Da poco è uscito il suo ultimo lavoro Braccio elettrico, una raccolta descritta come «un viaggio per solo Theramin da avere assolutamente».

Cultura
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martedì 23 luglio 2019