Strisce da incorniciare

#voglioviverecosì

Graphic novel sì, graphic novel no, graphic novel forse. Soprattutto perché no?

In questi ultimi anni, le “strisce” hanno raggiunto inaspettate fette di mercato.
Secondo il Rapporto 2013 dell’Associazione Italiana Editori, questo genere rappresenta quasi l’11% della produzione di “titoli di fiction” (etichetta usata per la categoria). L’interesse pare confermato anche dal numero di visitatori dell’evento Lucca Comics&Games 2014: sono stati 217.646 i biglietti venduti.

Romanzi che diventano fumetto, storie di vita (vera o vagheggiata) si trasformano in immagini accompagnate da parole.
Sotto forma di graphic novel vengono anche trattati temi “impegnati”, per cui gli autori possono essere definiti graphic journalist.
Basti pensare alle Cronache di Guy Delisle, in cui vengono descritti episodi bellici e di massima tensione, oppure ad alcuni capolavori spesso pluripremiati, come Persepolis di Marjane Satrapi, in cui vengono mostrate le tragedie umane dovute ai conflitti e le interpretazioni ad esse date da generazioni differenti.
Altre storie, invece, ispirano simpatia attraverso l’ironizzazione della quotidianità. Strappano sorrisi (a volte amari) i racconti basati sulle vicissitudini di una generazione cresciuta a pane, video games e Soldini (noto formato di merendina degli anni ’90). E questa rappresentazione della realtà contemporanea vissuta dai “giovaniancoraperpoco” (mia etichetta appena creata per la categoria) è amata e descritta da Zero Calcare, scrittore/disegnatore romano (“de Rebibbia”), che su L’internazionale n. 1085, con un recente reportage a fumetti sul conflitto siriano, ha comprovato la sua popolarità (il numero è andato a ruba ed è stato ristampato la settimana successiva).
Potrebbe essere fatto un lungo elenco, potrebbero essere citati artisti come Joe Sacco, Frank Miller e l’italiano Guido Buzzelli (apprezzato in tutta Europa).

La lettura congiunta ad immagini può però minare la capacità immaginifica? Non credo, anzi potrebbe avvicinare alla lettura chi non ha mai pensato di averne bisogno.
Potremmo giudicare negativamente uno specifico autore e le sue scelte grafiche o narrative, ma questo non avviene in tutte le arti?
#voglioviverecosì

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017