La mia passione

Sono nato da un padre interista sfegato e da una madre che simpatizza per la Juve. Il calcio ha quindi rappresentato una passione fondamentale all’interno della mia famiglia: il mio destino era perciò già scritto.

I primi ricordi del calcio risalgono al mondiale 2006 in Germania. Le sfide della Nazionale mi appassionarono così tanto che guardai ogni partita in tv con la mia famiglia, Dopo il mondiale, iniziai a giocare a calcio nei pulcini dell’ Arco; trovavo magnifico il fatto che potevo affrontare i miei compagni di scuola su un campo, come facevano i giocatori professionisti.

Nell’annata 2006-2007 cominciai a seguire appassionatamente l’Inter. In quella squadra c’era in particolare un giocatore che tra tutti ammiravo per la sua forza fisica, la sua determinazione e la sua capacità di segnare in qualsiasi modo. Giocava in attacco, era altissimo, aveva un tiro capace di spaccare un muro ma soprattutto la capacità di segnare in ogni partita. Si chiamava Zlatan Ibrahimovic ed era il mio idolo.

 

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Ibrahimovic restò all’Inter fino all’estate del 2009 quando fu venduto al Barcellona. Da quel momento, per la delusione, decisi di non guardare più una partita dell’Inter, ma durò poco. Infatti alla seconda giornata di campionato c’era il derby con il Milan, finito 4-0 per i nerazzurri. Quell’anno si concluse inoltre con l’Inter che vinse campionato, Coppa Italia e Champions League: una festa per me e tutti gli interisti!

Intanto la mia esperienza da calciatore proseguì. Arrivai nei giovanissimi dell’Arco e fu una grande annata per la squadra, infatti vincemmo il campionato. Io giocavo da mediano, lì in mezzo al campo. Ero piuttosto lento ma avevo una buona tecnica e una buona testa per giocare in quel ruolo. Quando giocavo avevo però un problema, non me ne fregava niente della squadra, ma solo di me stesso. Ero più felice se segnavo e perdevamo 10-1, piuttosto che vincere senza che facessi gol io. Ammetto di essere stato un po’ egoista, ma in fondo la mia squadra era fatta da singoli, non esisteva un gruppo e nello spogliatoio non c’era un bell’ambiente. Questo fece sì che l’anno seguente la voglia di giocare a calcio mi andò via. Quella fu infatti l’ultima stagione in cui giocai a calcio.

Ora ho 19 anni, seguo il calcio in tv, ma non come un tempo. Negli ultimi anni non ho avuto giocatori che mi siano piaciuti come Ibrahimovic e ciò credo che mi abbia anche allontanato dallo sport giocato.

 

 

Scrittori di classe
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mercoledì 31 ottobre 2018