Sorseggiando un tè con Charles Rennie Mackintosh

1Mackintosh [Fig.1]

Charles Rennie Mackintosh fu un pioniere della modernità e lo si capisce già dal suo fiocco dandy nella foto che lo ritrae [Fig.1]. Nato nel 1868 a Glasgow (Scozia), si diploma alla scuola di Arte e sviluppa una spiccata creatività nella trattazione delle superfici come architetto e designer d’interni.

Nel 1891, con un progetto per un museo delle scienze e delle arti, vince una borsa di studio che gli permette di fare un viaggio in Italia che lo condiziona fortemente nella scelta di stili e stilemi. Anche la moglie, Margaret Macdonald [Fig.2], ha molta influenza sulla sua cultura artistica intervenendo spesso con decorazioni all’interno dei progetti del marito.

Margaret [Fig.2]

wHouse for an Art Lover [Fig.3]

House for an Art Lover 1[Fig.4]

Nel 1901 Mackintosh partecipa a un concorso per la realizzazione di un edificio per un appassionato d’arte (House for an art lover) [Fig.3 e 4]. In questo lavoro emergono i suoi tratti caratteristici: lo schienale alto delle sedie, perché la persona deve essere incorniciata; gli stencil realizzati dalla moglie; lampadari particolari, che ricordano dei bulbi luminosi; la scelta del bianco per gli interni, che diventerà il suo codice visivo.

Glasgow School of Art [Fig.5]

Di notevole interesse nella sua carriera da architetto è la Glasgow School of Art [Fig.5], conclusa nel 1909. Ispirandosi ai castelli scozzesi, progetta la scuola nei minimi dettagli: prevede che ogni facciata sia diversa dalle altre e disegna perfino le inferiate della struttura.
Ciò che più si apprezzano di Mackintosh sono anche le sue Tearooms, come la Willow Tearooms in Sauchiehall Street [Fig.6].

aWillow tea rooms Glasgow (1) [Fig.6] aWillow tea rooms Glasgow tazza [Fig.7]

unnamed [Fig.8] unnamed (1) [Fig.9]

I salici piangenti presenti nel viale esterno sono ripresi in maniera stilizzata sugli schienali delle ampie sedie [Fig.8], negli specchi è riportato il disegno naturale [Fig.9] e alcune ampolle con dei fiori sono appesi come lampadari. La natura, unitamente alla luce, ha un ruolo importantissimo per Mackintosh, ragione per la quale invita a cambiare i fiori a seconda della luce. Insomma, nulla è lasciato al caso, tutto è disegnato dall’architetto, perfino le tazze [Fig.7], le posate, il menu e le salviette riprendendo il tema del germoglio, mentre sulle pareti sono riportati gli stencil di Margaret. Fondamentale è il rapporto tra lo spazio e la sensazione suscitata dal legno laccato di bianco, unito a elementi ornamentali molto discreti.

Robert Byron ne Il giudizio sull’architettura (1932) affermava che la democrazia è un fatto urbano e l’architettura è la sua arte, la più universale. Se questi spazi furono realmente realizzati per permettere alle donne di aggregarsi, spero di poter vedere riunite in questa perfetta armonia di linee e colori donne provenienti da realtà diverse che si mobilitano per raggiungere lo stesso obiettivo di democratica convivenza, magari sorseggiando un buon tè nero alla vaniglia.

Cultura
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domenica 17 settembre 2017