Scrivere di rock, tra esperienza ed emozione

Da più di tre anni scrivo di rock per un paio di webzines italiane specializzate. L’idea è nata per caso da un’inserzione scritta in uno di questi portali. Mi ci sono buttato e dopo una settimana stavo ascoltando il primo disco che avrei dovuto recensire.
Ogni volta che affronto un nuovo album ha il gusto della scoperta capire quella frase urlata o sussurrata dal cantante in un pezzo, ha il sapore della vittoria riuscire a carpire quella soluzione melodica o quella nota di chitarra quasi impercettibile, ma volutamente inserita in un ritornello.
Scrivere di musica non è un modo per sentirsi legittimati a esprimere un giudizio su una band o su di un artista, ma è l’occasione per drizzare le orecchie e concentrarsi totalmente su di un’opera che merita attenzione e che ti fa vivere vere emozioni.
Purtroppo le sensazioni soggettive, e i sentimenti che le sette note trasmettono, raramente sono temi di discussione all’interno delle riviste specializzate o delle community di appassionati. Esse, infatti, si soffermano soprattutto sugli aspetti tecnici e sulle influenze o somiglianze di un artista rispetto a un altro. Occuparsi di rock non deve essere una mera attività tecnica, scevra da ogni elemento soggettivo del redattore. Se la musica è arte e ciò che deve trasmettere è emozione, ecco, dunque, che scrivere di rock è un atto di condivisione personale di emozioni e sensazioni. Troppo spesso, con l’avvento di internet e la crescita esponenziale di “critici”, si finisce per sezionare i recensori in due categorie molto distinte: i professionisti (giornalisti veri e propri o appassionati con una lunga esperienza di scrittura alle spalle) e gli appassionati (ascoltatori assidui e affezionati, ma non ritenuti così esperti da poter esprimere un giudizio pubblicabile).
La diatriba tra queste due categorie è attiva da anni e raggiunge toni sempre più aspri, ma esistono stupendi episodi di superamento di tale, a mio avviso, inutile distinzione con esempi concreti di avvicinamento tra esperto e semplice appassionato, attraverso la condivisione delle emozioni che la musica riesce a donare. Il confronto che ne deriva è estremamente intelligente e appassionante, porta le persone a entrare in contatto con il loro essere e non con il loro sapere, rendendole naturalmente uguali. Si realizza, quindi, la magia della musica e si sintetizza il senso dello scrivere di rock: condividere emozioni e trasmetterle agli altri affinché possano vivere proprie sensazioni ascoltando ciò che si può semplicemente consigliare.

Cultura
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mercoledì 4 ottobre 2017