Robert Doisneau, un fotografo imperfetto è meglio!

Nato nei sobborghi di Parigi il 14 aprile 1912 (data del naufragio del Titanic) Robert Doisneau si è sempre definito un banlieusard, uno della periferia. La sua infanzia è segnata dalla precoce morte della madre (1919), che lo porta a confortarsi con l’assidua pratica del disegno e con i vagabondaggi lungo le antiche fortificazioni, le fortifs, luoghi periferici documentati anche da uno dei suoi principali riferimenti, Eugène Atget.

xDoisneau 1 Autoritratto con Rolleiflex 1953 marzo  [Robert Doisneau, Autoritratto con Rolleiflex]

Spinto dal fratellastro alla fotografia, fa le sue prime esperienze con la camera oscura per il laboratorio Ullmann, specializzato in pubblicità farmaceutica. I suoi primi soggetti sono quindi granuli, fiale e supposte. Si forma poi a fianco di importanti fotografi pubblicitari parigini, come André Vigneau: emerge un meticoloso gusto del dettaglio, ereditato dalla pratica dell’incisione fotografica (si era diplomato in incisione). Dapprima, forse per timidezza, ritrae unicamente luoghi e solo in seguito passa a ritrarre piccoli monelli di periferia fino ad approdare ai mercatini dei robivecchi dove immortala i clienti assorti. Lavora come fotografo anche per l’officina della Renault. Sono anni frustranti, ma impara a differenziare la disposizione dei vari oggetti. Tuttavia viene licenziato a causa dei numerosi ritardi al lavoro, dovuti all’impegno nella messa a punto di un procedimento fotografico a colori (Autotipo Carbro).
Dal 1940 rivela uno stile più complesso, a livello fotografico, mantenendo il suo sguardo umano ma aprendolo a vari registri attraverso la sua Rolleiflex.

xDoisneau 7 Viaggiatori senza bagagli 1942 Parigi [Robert Doisneau, Viaggiatori senza bagagli]

Collabora con la rivista «Le Point» di Pierre Betz, dove risulta fondamentale l’incontro con lo scrittore Blaise Cendrars, profondo conoscitore della periferia parigina. Tra i due si crea un intenso dialogo che porta alla pubblicazione della sua prima opera monografica, La banlieue de Paris (1949) con il testo di Cendrars. Nei suoi scatti Doisneau coglie dal vivo l’umanità, ma solo su una delle due copertine in commercio compare il suo nome.

xDoisneau 3Il riposo dell'FFI agosto 1944 Parigi [Robert Doisneau, Riposo delle Forze Francesi dell'Interno]

Negli anni Cinquanta numerose pubblicazioni su Parigi lo conducono al Premio Niépce (1956), riconoscimento ai suoi sacrifici. Per la rivista americana «LIFE» realizza un servizio sugli innamorati, immortalati per le strade di Parigi, dove compare anche il noto scatto del bacio all’esterno dell’Hôtel de Ville.

xDoisneau 2 Il bacio all’Hôtel de Ville [Robert Doisneau, Il bacio dell'Hotel de Ville]

Un’immagine che la rivista non mette troppo in risalto, ma che riceve notevoli consensi e innumerevoli imitazioni e rivisitazioni. La collaborazione con l’attore Maurice Baquet spinge poi la sua ricerca verso la semplicità e l’immediatezza attraverso l’economia dei mezzi: così Doisneau resta lieve e mobile all’agguato del mondo, per immortalare l’istante fortuito e imperfetto. Dopo anni di esercizi a precise esposizioni, preferisce infatti l’immagine giusta che nasce da una sorpresa, un contrasto tra ambiente e forma umana, ed inizia a ripiegare su diverse tecniche per trovarla, come ad esempio il semplice appostarsi davanti a un particolare e aspettare il momento “imperfetto”.

c [Robert Doisneau, Venere presa di petto]xDoisneau 5 Maurice Baquet nel metrò 1958 [Robert Doisneau, Maurice Baquet nel metrò]

 

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mercoledì 4 ottobre 2017