Appunti di un giovane medico

Russia, 1917. Un calesse malridotto procede con lentezza attraverso la sterminata e gelida tundra; a bordo un giovanissimo e imberbe dottore, neolaureato, pronto per la sua prima esperienza di lavoro in uno sperduto ospedale di campagna.
Mosca, 1933. Uomini in divisa perquisiscono lo studio dell’ormai affermato dottor Bomgard che, con fastidio e malcelata noncuranza, attende la fine del controllo. Nel disordine generale scorge un taccuino, ingiallito dal tempo, che aveva quasi dimenticato di possedere: sono i suoi appunti annotati con cura molti anni prima.

È questo il prologo della miniserie televisiva Appunti di un giovane medico (Sky Arte, 2013) interpretata da Daniel Radcliff (l’iconico protagonista della saga di Harry Potter), e Jon Hamm (l’imperturbabile Don Draper di Mad Men). Due attori per il medesimo ruolo: il dottor Vladimir Bomgard, da ragazzo e in età più matura.

La fiction (due stagioni per soli otto episodi) attinge a piene mani dalla omonima raccolta di racconti, opera in gran parte autobiografica di uno dei più importanti autori del ‘900, Michail Bulgakov, ricreando le atmosfere pre e post rivoluzione bolscevica e descrivendo con ironia anche gli avvenimenti dai risvolti più drammatici.

Scorrendo le pagine del proprio diario l’adulto Vladimir ricorda, emozionandosi, l’imbarazzante primo incontro con gli stravaganti colleghi di lavoro e il brusco impatto con la pratica medica dopo anni di pura teoria universitaria. A rendere l’ambientamento ancora più problematico il martellante confronto con il defunto dottor Leopold Leopoldovich, predecessore di Vladimir, continuamente rimpianto da tutto il personale del minuscolo ospedale. Sarà il tempo, l’isolamento forzato, una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e la necessità di compiere delle scelte a segnare il passaggio di Vlad dalla gioventù all’età adulta. Una maturazione che va di pari passo con un Paese che, con la rivolta, sovverte lo status quo in nome di una rinascita popolare collettiva. A differenza di quanto avviene nel romanzo, la miniserie in molte scene fa coesistere, con grande efficacia, il Vladimir ragazzo e il Vladimir adulto: le due versioni del medico possono, così, dialogare e confrontarsi senza però poter influire su ciò che è stato e ciò che sarà.

La serie Appunti di un giovane medico è un prodotto di spessore che scorre via veloce grazie a un buon ritmo, oltre che alla breve durata degli episodi. Fedeli le ricostruzioni sceniche, i costumi, gli strumenti e le tecniche mediche dell’epoca narrata; credibili tutti gli attori. Certo, sia Radcliff che Hamm faticheranno a scrollarsi di dosso i precedenti ruoli che li hanno resi celebri ma, forse, è anche giusto così.

Cultura
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sabato 29 aprile 2017