Riflessioni sul Noise Rock

Un genere tra innovazione e convenzione

Nell’enorme panorama della musica rock e dei suoi infiniti generi uno degli stili più discussi e inclassificabili è forse il noise rock. Anche se la dicitura è di semplice traduzione (rumore + rock) è molto più difficile individuarne le caratteristiche. La scelta di trattare questo argomento non è, dunque, dettata dalla volontà di essere esaustivo, ma di evidenziare alcune riflessioni, da appassionato del genere, rispetto alla scena americana.

Il noise rock originariamente univa la forte impronta sperimentale e avanguardista dei propri esponenti all’utilizzo di strumenti convenzionali: chitarra, basso, batteria e, molto spesso, fiati quali sassofono e tromba.
Ecco, dunque, che i primi lavori rientranti nel genere che hanno aiutato a definirlo sono riconducibili alla corrente della No Wave newyorkese. Tale movimento artistico puntava alla completa anarchia artistica in favore di una libertà espressiva totale che si è concretizzata nella compilation-manifesto No New York (1979). Il disco racchiude alcuni pezzi di tre band simbolo della scena della Grande Mela di fine anni ’70: Contortions, Teenage Jesus and The Jerks e DNA.

A partire dall’inizio degli anni ’80 il noise rock trova i suoi primi e più puri interpreti attraverso l’esordio dei Sonic Youth del 1981 e alle successive opere di Butthole Surfers, Swans, Big Black, Pussy Galore e Royal Trux. È questo il periodo d’oro per le sperimentazioni e per la crescita di un’attitudine artistica figlia di punk rock e hardcore, ma volutamente più esagerata, iconoclasta e anarchica.
La musica di queste band è accomunata da dissonanze, distorsioni acide e sgraziate e una forte impronta a-melodica.

Gli anni ’90 si sono rivelati cruciali per l’evoluzione del genere che, soprattutto in America, si è riallacciato ai classici dettami del rock portando il noise rock alla luce della ribalta grazie anche alla visibilità di Kurt Cobain, leader dei Nirvana, noto appassionato.
New York, pur perdendo il ruolo di nido delle migliori band americane, dà i natali a una band di culto: gli Unsane, trio dedito a un noise violento e quadrato, figlio dell’hardcore come del blues. Un’altra band da citare sono i seminali Shellac del produttore Steve Albini da Chicago, veri e propri esempi di etica e coerenza musicale.
Merita attenzione anche l’esperienza italiana dei catanesi Uzeda, capaci di attirare l’attenzione proprio di Steve Albini con cui nascerà una proficua collaborazione sfociata nella registrazione degli album Waters (1993), Different Section Wires (1998) e il più recente Stella (2006).

L’evoluzione del noise rock è poi continuata nel decennio successivo, garantendo anche un buon ricambio generazionale che passa attraverso la riscoperta dei primi anni del genere e la rilettura, se possibile, ancora più aggressiva dei suoni.

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Cultura
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giovedì 27 aprile 2017