Recensione allo spettacolo “Gran Casinò”

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

«È la vincita il più grosso problema di un giocatore» è la frase che più mi ha colpito durante Gran Casinò – Storie di chi gioca sulla pelle degli altri, spettacolo tenuto al Teatro San Marco venerdì 25 novembre 2016. Diretto da Gilberto Colla con Fabrizio de Giovanni e promosso dal comune di Trento alle classi interessate, l’esibizione aveva l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sul gioco d’azzardo.

La rappresentazione consisteva in un monologo con l’inserimento di alcune scene, in cui l’attore recitava e interpretava in prima persona dei personaggi, e di video (attraverso la retro-proiezione di immagini su due pannelli).

Spettacolo Gran Casinò

Il monologo trattava le storie dei vincitori dei più grandi montepremi e della fine che hanno fatto loro e i loro soldi, delle nuove forme di lotteria inventate e delle riforme politiche per favorire il gioco legale in Italia. Inoltre forniva molti dati sul gioco e i motivi per non entrare in quella morsa che ogni anno fa sborsare in media ad ogni cittadino italiano 1500 euro. «Il gioco legale non ha sostituito il gioco illegale, ma si sono uniti» ha specificato Fabrizio de Giovanni. Insieme hanno formato un unico organismo che gioca sulla pelle di moltissime persone per aumentare le entrate dello Stato Italiano o che fa racimolare moltissimi soldi “puliti” alle mafie.

La scenografia era composta da un tavolo al centro del palco con sopra una brocca, un bicchiere, uno straccio e dei fogli, accanto a due sgabelli che l’attore spostava per il palco. Le luci erano fari a vista di sole luci bianche.

De Giovanni ad un certo punto ha citato una frase di papa Bergoglio «L’azzardo è un cancro sociale»; questa frase mi ha fatto pensare a come ormai in tutti bar, sia nelle città che in periferia, ci siano slot o lotterie, oltre che online, e a come siano promossi in televisione o sui cartelloni pubblicitari. Non mi stupisce che nel 2015 abbia portato un fatturato di 98 miliardi di euro.

Secondo me la performance dell’attore è stata molto coinvolgente e ha reso l’ascolto leggero e attento per tutta la durata dello spettacolo. È inoltre riuscito a creare momenti di ilarità in cui ha divertito il pubblico, mettendo però allo stesso tempo in luce la serietà del tema che stava trattando.

Questa è stata la mia prima esperienza di Teatro Civile e l’ho trovato molto interessante anche per la sua funzione di informare il pubblico per migliorare la società. Ho trovato azzeccata la modalità del teatro di narrazione che crea un legame più intimo con gli spettatori, catapultandoli nella storia che l’attore racconta.

All’uscita dalla sala, dopo aver ricevuto l’innovativo Gratta e NON vinci, ho sentito alcuni pareri dai miei compagni e mi sembravano tutti molto soddisfatti dello spettacolo, che con la presenza di molti dati e cifre poteva diventare noioso.

Penso che l’intento della rappresentazione di far capire quanto sia dannoso il gioco d’azzardo abbia funzionato e spero che quest’opera venga riproposta in altre regioni d’Italia per far riflettere questo Paese di giocatori incalliti.

Cultura, Scrittori di classe
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giovedì 27 aprile 2017