Recensione allo spettacolo “Due donne che ballano”

di Josep Maria Benet I Jornet

In scena ci sono due donne. Una vecchia e l’altra giovane. Una senza studi e l’altra laureata. Una con dei figli adulti che la considerano a mala pena e la vogliono rinchiudere in un ospizio; l’altra che ha perso un figlio, non se ne fa una ragione e, per questo, non riesce più a svolgere il suo lavoro di insegnante (infatti fa le pulizie nella casa decrepita dell’anziana). Queste due solitudini si incontrano per caso, al principio si scontrano ferocemente, poi, piano piano, si avvicinano, fino a decidere di stabilire e condividere la loro fine.

imm art

Le attrici – Maria Paiato e Arianna Scommegna – sono brave, danno prova di una buona capacità interpretativa, tuttavia il testo, soprattutto nella prima parte, sconcerta un po’, non sembra del tutto coerente. Forse per un problema di traduzione dal catalano, pare strano che due persone appena conosciute si contrappongano in termini così bruschi e che una signora di una certa età sia così sboccata.

La scenografia è invece molto azzeccata: scarna, essenziale, riproduce l’appartamento disadorno e concentra l’attenzione dello spettatore su quello spazio che, alla fine dello spettacolo, appare come una gabbia, da cui ormai non è più possibile evadere. Questo “passo a due” è infine sottolineato dalle luci che, in maniera elegante e sobria, marcano i cambi di scena ed il variare delle ore del giorno.

 

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martedì 28 agosto 2018