Il misterioso ma coerente Blu

Nessuno conosce il volto di Blu [Fig.1 – questa è la foto che rilascia per un catalogo di street artist italiani], ed è così che dovrebbe rimanere nascosta l’identità di un vero writer.

1. BLU [Fig.1]

Non si capisce se sia nato a Rusco o a Senigallia nel 1977, attualmente però sembra vivo a Stellina (BO). È proprio a Bologna che nel 1999 inizia a farsi conoscere realizzando delle opere con le bombolette spray, che poi abbandona prediligendo la vernice e i rulli telescopici, poiché gli permettono di coprire superfici molto ampie con facilità.

I temi che sceglie sono sempre legati al luogo a cui apparterranno, ma è costante la scelta di una strana iconografia umanoide talvolta sarcastica e altre volte drammatica. La raffigurazione ha origine nel momento in cui disegna con l’intento di lasciare un messaggio spesso anticapitalista, a favore delle lotte sociali e della tutela del pianeta. Non si limita alla pittura, si cimenta anche nell’animazione digitale. Meraviglioso è il suo cortometraggio MUTO (visibile su Youtube), composto da una sequenza di disegni che si susseguono concatenandosi e trasformandosi, grazie al quale vince nel 2009 il Grand Prix Festival Clermont-Ferrand.

Viene invitato a lavorare in tutto il mondo, dal Sud America all’Europa dell’Est. Realizza anche opere a quattro mani con il collega Ericailcane (anche a Rovereto − TN ). I due nel 2004 partecipano al Festival Murales de Octobre realizzando El hombre banano [Fig.3].

3. El hombre banano, Avenida Bolovar Managua [Fig.3]

A Betlemme nel 2007 interviene invece insieme ad altri artisti tra i quali Banksy sul muro israeliano, ritraendo un ragazzo che con un dito riesce a incrinare il cemento [Fig.4].

4. Betlemme [Fig.4]

Blu lancia messaggi critici verso la politica e la società; non ha paura di utilizzare disegni crudi, a tratti nauseanti, per sfidare la parte marcia dell’uomo, né di sfidare la “pazienza” dei potenti. È già avvenuto in passato che una delle sue rappresentazioni, ritenuta inappropriata, venisse cancellata, per esempio al museo Moca di Los Angeles, ma mai era avvenuto che fosse lui stesso ad “annerirsi” come fece ai murales di Berlino in Cuvrystrasse nel dicembre dello scorso anno. In questo caso si può proprio parlare di eutanasia artistica. Dopo un iniziale fraintendimento legato a una possibile censura, a causa dei cambiamenti dell’area e della relativa speculazione edilizia, Blu dichiarò che “era arrivato il momento di cancellarli entrambi”, sia l’uomo elegante con ai polsi le manette che i due uomini che vicendevolmente si tolgono la maschera [Fig.5 e 6].

5. Berlino [Fig.5]

6. Berlino [Fig.6]

Fermamente contrario alle interviste, le sue opere parlano da sole: sostenere il recupero urbano, appoggiare le battaglie dei movimenti per la lotta per la casa, l’ambiente, l’uguaglianza dei diritti a scapito dello scellerato capitalismo: che mirabile fermezza e coerenza! (Il suo sito è anch’esso un’opera d’arte, www.blublu.org).

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017