Nellie Bly e il giornalismo investigativo

Nellie Bly è all’anagrafe Elizabeth Jane Cochran, nata in Pennsylvania nel 1864.
Una vita non semplice, orfana di padre a soli 6 anni, la madre senza un soldo si risposa con un uomo alcolizzato e violento. A causa dei problemi economici famigliari deve abbandonare gli studi e trovarsi un occupazione.

La sua vita prende una nuova piega nel 1885, quando legge “A cosa servono le ragazze“, articolo pubblicato sul «Pittsburgh Dispatch». Elizabeth decide di replicare all’articolo smaccatamente maschilista, firmandosi “Orfanella sola”. Lo scritto coglie nel segno e George Madden, direttore del giornale, convinto che lo scritto sia frutto dell’ingegno di un uomo, dirama sulle stesse pagine un annuncio di lavoro. A proporsi però è la giovane Elizabeth Cochran, che ha bisogno di un impiego ed inizia così la sua avventura giornalistica. È lo stesso direttore a “forgiare” il suo pseudonimo, tratto dalla celebre canzone di Stephen Foster e necessario a nascondere la vera identità della donna.

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Nellie è ad oggi considerata un’innovatrice nell’ambito del giornalismo investigativo sotto copertura; nei suoi scritti la giovane rivela ingiustizie come lo sfruttamento minorile, le pessime condizioni lavorative, la scarsa sicurezza e il salario inadeguato. La giornalista è in prima linea ad intervistare, quando lo stato della Pennsylvania vuole modificare le leggi in materia di matrimonio e divorzio a danno dell’emancipazione femminile.

Le inchieste di Nellie Bly sono scomode, confinata alle pagine di moda e giardinaggio, riesce a fuggire in Messico come corrispondente, tra 1886 e 1887, qui ha modo di denunciare la povertà e la corruzione del paese. Ma anche qui il suo lavoro non è ben accettato, rientra alla redazione del «Dispatch» solo per poco, è tempo di cambiare aria, e Joseph Pulitzer gli offre un incarico al «New York World».

È qui che la sua missione giornalistica prende il sopravvento, sulla sua stessa salute fisica e mentale, rendendola celebre. Per la sua prima inchiesta sotto copertura, Nellie finge di soffrire di disturbi mentali, riuscendo a farsi ricoverare nell’ospedale psichiatrico femminile di Blackwell’s Island. Ten days in a Mad House” (“Dieci giorni in Manicomio”), narra le violenze e ingiustizie, cui le malate internate sono sottoposte quotidianamente. L’inchiesta solleva un polverone mediatico, che spinge verso la riorganizzazione degli istituti di cura mentale. Tutto ciò a Nellie non basta, si fa pure arrestare, per poter riferire le condizioni in cui versano le carcerate.

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La sua più celebre impresa, però è quella che la porta a mettersi in competizione con il romanzo di Jules Verne, “Giro del mondo in 80 giorni”. Nellie Bly riesce a battere sul tempo Phileas Fogg, il protagonista del racconto, completando il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore e 11 minuti.
Il suo lavoro di giornalista, si completa grazie alla pubblicazione di alcuni scritti, che illustrano le gesta di Elizabeth Jane Cochran e riportano il suo grido che invoca giustizia.

 

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giovedì 30 agosto 2018