Mom’s cancer

A lezione di fumettologia

parenti dialogo

Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente appena chiuso Mom’s cancer, un fumetto di Brian Fies che racconta la storia del tumore che ha colpito sua mamma. Anzi, pardon, non un semplice fumetto ma una graphic novel, come la chiamano gli esperti del settore. Comunque sia, a lezione: perché trattare il tema della malattia (anche per il fortissimo coinvolgimento personale) con la leggerezza e l’ironia tipica del linguaggio narrativo a vignette, non è cosa da poco. Chapeau all’autore! Mom’s cancer (nell’edizione italiana il titolo resta invariato) è pubblicato da Botteri Edizioni: un libretto di formato strano, a spanne saranno circa 17 cm di lunghezza per 7 di altezza. Un po’ più grande di una cartolina postale con foto in orizzontale, tanto per capirci. Con postfazione della mamma e del figlio; postfazione che svela solo nell’ultima riga il nome della madre, perché di fronte a una malattia che può capitare ‒ o anche no ‒ a tutti, il nome forse non è così importante. Non mi sono mai imbattuta direttamente nel cancro. Nell’Alzheimer sì, e te lo racconterò prossimamente insieme a un altro fumetto. Ma con il tumore ancora nessun incontro. Di conseguenza potevo più o meno immaginare qualcosa, ma solo per via delle innumerevoli teleserie mediche: ER Medici in Prima Linea, Dr. House, Grey’s Anathomy. Comunque, la storia della madre parte dalla diagnosi. Attraversa tutti i controlli medici, per poi arrivare in chiusura – che non ti dico per non fare la spoiler. Racconta i momenti felici, come quando si rende conto che potrebbe essere tra il 5% di persone che, una volta sviluppato quel tipo di cancro, ce la fanno. Ma anche gli attimi difficili come quando piangendo pensa a quel restante 95%. In parallelo siamo testimoni anche della storia dei figli che stanno accanto a questa donna: l’autore, e le due sorelle. Una infermiera, l’altra attrice. Il marito, come si scoprirà, appartiene alla categoria degli uomini “inutili” e, forse, pure dannosi. Giudizi a parte, è interessante vedere le dinamiche che si creano quando una notizia del genere scombussola un nucleo familiare. Perché se giustamente ci si concentra sulla persona malata, a volte e quasi sovrappensiero, si finisce per trascurare i sani. Ignorando che essere in salute è ben diverso dallo stare bene.

Cultura
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mercoledì 4 ottobre 2017