L’ozio come stile di vita

L’ozio come stile di vita

La cinetica della vita è in esponenziale accelerazione e non sorprendono vistose occhiaie su volti undertrenta: ribelliamoci alla fast life!

È quello che fa Tom Hodgkinson nel libro L’ozio come stile di vita (Ed. Rizzoli, 2005) in cui la pigrizia è presentata come una maniera raffinata e produttiva per defilare dal logorio della vita moderna che rende l’uomo fiacco e spompato. L’opera, un’apologia in favore dell’ozio, vi svelerà il suo lato efficiente e vi aiuterà a risincronizzare il tempo liberandovi dagli orari culturalmente imposti.

Perché mai imbottirvi di paracetamolo e fiondarvi in ufficio?

La convalescenza è un diritto: mai nessuna Alla ricerca del tempo perduto sarebbe nata se Proust non fosse stato ipocondriaco; perché mai trangugiare in solitudine un sandwich dietro la scrivania se il pranzo è il “momento della socialità” per antonomasia dove si pratica l’arte della conversazione e idee brillanti sbocciano grazie al lieto godimento delle pietanze, lo sanno bene gli italiani che dal 1986 per la salvaguardia del cervello del sapiens propongono lo “Slow Food”.Vestirete i panni del flâneur francese, diventerete fautori del “Saint Monday” e di forme d’arredamento quali il “Daybed vittoriano”, tutto questo e molto altro in una giornata di straordinaria tranquillità e nel pieno rispetto del vostro ritmo circadiano.

Cultura
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venerdì 13 luglio 2018