L’innaturalità della famiglia

L’innaturalità della famiglia

Cos’è la famiglia? Cosa non lo è? Quanto è cambiato il concetto contemporaneo di famiglia da quello dell’Ottocento, e perché?

Sono questi i quesiti principali ai quali Chiara Saraceno prova a dare risposta nel suo ultimo libro Coppie e famiglie. Non è questione di natura.

La Saraceno, sociologa tra le più stimate del nostro Paese, non avrebbe certo bisogno di presentazioni: per molti anni docente di Sociologia della Famiglia all’Università di Trento e a Torino, il suo pensiero e la sua ricerca sono sempre stati orientati – riportando le sue stesse parole – «ad aiutare le persone a prendere le distanze dall’ovvio e dal quotidiano». Per decenni tra le più importanti portavoce del femminismo, colei che un tempo era stata additata come “distruttrice della famiglia italiana” ora si definisce “più diplomatica, ma più radicale”.
L’obiettivo del suo lavoro è di indurre i lettori a smettere di considerare la famiglia come qualcosa di idealizzato e cominciare invece a pensare a cosa sono realmente le famiglie contemporanee, lasciandosi alle spalle una volta per tutte schemi ormai obsoleti. Il messaggio chiave è che è la società, e non una regola naturale precedente ed immutabile, a definire cosa è famiglia e cosa no, cosa è legittimo e cosa illegittimo. Al mutare della società corrisponde dunque un consequenziale cambiamento dell’istituzione sociale familiare e Chiara Saraceno, ripercorrendo le trasformazioni storico-culturali del suo oggetto di studio, mette a nudo tutta una serie di “paradossi normativi” che tentano – invano – di circoscrivere il territorio protetto della famiglia.

Fra le maggiori trasformazioni individuate dalla studiosa si può per esempio citare il mutamento dello scopo del matrimonio, non più costituito dalla procreazione, ma dall’affetto reciproco; l’idea secondo la quale nel matrimonio l’amore sia un elemento necessario e di per sé legittimante è infatti più recente di quanto si voglia ammettere, e peraltro ancora oggi non è presente in tutte le culture. Ma se nel mondo occidentale il motivo e lo scopo del matrimonio è ormai l’affetto – e non più la procreazione – allora, si domanda la Saraceno, che differenza esiste oggi tra una coppia di conviventi e una coppia sposata? E ancora, cosa distinguerebbe una coppia eterosessuale da una coppia omosessuale, laddove il fondamento di un matrimonio sarebbe unicamente l’amore?

Insomma, l’ultima fatica della Saraceno è sì un libro squisitamente sociologico che cerca di sollevare il velo dell’ovvietà che si cela sull’arcipelago delle famiglie; ma è anche una nitida e ragionata fotografia del dibattito pubblico che sta scuotendo – e rispolverando – l’Occidente negli ultimi anni.

Cultura
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martedì 3 ottobre 2017