L’avarizia dell’uomo in Bosch

Jeroen Anthoniszoon van Aken è un pittore olandese conosciuto come Bosch, diminutivo che riprende il suo paese natale, ‘s-Hertogenbosch. Coetaneo di Leonardo da Vinci, giunge però a risultati molto diversi dal grande artista italiano. Sono scarse le notizie sulla sua formazione, ma sia il nonno che il padre furono artisti e probabilmente egli utilizza uno pseudonimo per distinguersi dai suoi familiari. La sua vita è divisa tra la moglie appartenente alla ricca aristocrazia, la bottega e la Confraternita di Nostra Signora della quale era un membro importante.

Spesso Bosch parte dai proverbi per creare alcune delle proprie lugubri rappresentazioni, poiché questi sintetizzano la visione del mondo delle classi subalterne di allora. Mescola l’iconografia tradizionale, alternandola con versioni sacrileghe e diaboliche di temi religiosi. Per questo motivo viene accusato di simpatizzare per le ideologie delle sette eretiche nell’Olanda del XVI secolo.

1 [Fig.1]

Nel Trittico del Carro del Fieno (1500-1502) [Fig.1] rappresenta un’umanità corrotta e folle, ispirandosi al proverbio “Il mondo è come un carro di fieno, ciascuno ne prende quanto può arraffare”. Si tratta della prima grandiosa allegoria satirica e morale dell’artista, dove in un vasto paesaggio sono innumerevoli i particolari della narrazione pittorica.

Sulle ante chiuse Bosch rappresenta il Cammino del Figlio Prodigo [Fig.2], aprendo troviamo una scena centrale di fronte e due laterali.

2 [Fig.2]

Nel pannello centrale Perdizione [Fig.3], un carro di fieno sul quale siedono i peccatori di lussuria, ignari di quello che sta accadendo intorno a loro. Una coppia si bacia nei cespugli, mentre gli altri suonatori sono affiancati da un demone con una coda di pavone che allude alla vanità. Tra le figure a cavallo ci sono il re di Francia, il Papa e l’Imperatore, perché la corruzione e il peccato cercano di possedere tutti. Al centro c’è la scena di un omicidio, culmine di violenza nell’uomo accecato dal possesso. Guidato da mostri umanoidi come il pesce, ironica allusione alla purezza, il carro di fieno simboleggia l’avidità dell’uomo che gli procura il destino dell’inferno del pannello di destra.

4 [Fig.4]

L’Inferno [Fig.4] di Bosch è abitato da personaggi mostruosi che infliggono le pene ai condannati. Alcuni diavoli sono intenti nella ricostruzione della città Dite, mentre un eterno incendio imperversa. Nell’anta sinistra, Eden, Creazione di Adamo ed Eva, Peccato originale [Fig.5], sono quattro i distinti episodi narrati. Dall’alto cadono gli angeli ribelli trasformandosi in rospi e insetti; segue la creazione di Eva, la rappresentazione del serpente come creatura ibrida ed, infine, la cacciata dall’Eden, dove sopra l’ingresso è disegnato un cardo ed un uccello che becca il frutto, simboli rispettivamente della tentazione dei sensi e della lussuria.

5 [Fig.5]

I dipinti di Bosch sono sempre fedeli al tema del libero arbitrio che Dio ha concesso all’uomo e la troppo facile caduta di quest’ultimo in quei vizi capitali che portano i peccatori ad un destino infernale.

Cultura
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giovedì 27 aprile 2017