La ricerca di Paul W. Ruiz

Analisi, disegno e pittura della figura umana

Melbourne. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando un giovane Paul W. Ruiz, studente di Arti Visive, amava ritrarre chi andava e veniva dai Caffè e dai ristoranti della sua città. La curiosità per come le persone si comportano senza sapere di essere osservate è rimasta ma, nel frattempo, ne ha fatta di strada. E oggi è riuscito ad affermarsi come uno dei più interessanti pittori della scena artistica australiana.
Legato a doppio filo alla sua terra, è proprio qui che entra in contatto con importanti artisti ed è qui che sono principalmente esposte le sue opere, alla Lindberg Contemporary Art Gallery di Melbourne.
Un’adolescenza, quella di Ruiz, piena di ambizioni e allo stesso tempo di frustrazioni. Perché non ha le idee chiare sul proprio futuro. Perché non prende seriamente in considerazione una carriera nel mondo dell’arte. Dice che è merito dei professori dell’Università se supera una delle stagioni più buie della sua vita.
Dopo dieci lunghi anni trascorsi in azienda a lavorare su progetti tecnologici, lascia tutto e inaugura la sua prima personale nel 2005: un successo immediato. Grazie anche a quel vivace centro culturale che si dimostra Melbourne. Gli artisti fanno network, sperimentano, esibiscono le proprie opere sulle piattaforme online e raggiungono così il pubblico internazionale. Nessun isolamento culturale, ecco.
«My motive for beginning any work is intrigue about the human form, how it might be observed, remembered or imagined over time». La forma umana è il tema principale della sua ricerca, intimità e libertà ciò che più apprezza quando dipinge, Lucian Freud e Francis Bacon le sue influenze, il ritocco digitale dei lavori il suo peggior nemico.
Ma Ruiz è anche attento alle implicazioni sociali dell’arte: se la tecnologia è ormai onnipresente nelle vite e domina le relazioni delle persone, il rito del dipingere diventa una sorta di riparo. Una presa di posizione contro un mondo virtuale. Un invito a riflettere sull’importanza del contatto umano.

A [Paul W. Ruiz, Theatre of the Absurd, 2013]

qqq [Paul W. Ruiz, Papel, 2014]

Cultura
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giovedì 10 ottobre 2019