Un viaggio nella testa di Kurt Cobain, ovvero l’uomo oltre il mito

"Kurt Cobain: Montage of Heck"

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È bastato un trailer per riaccendere i riflettori su Cobain. Per ribadire quanto, a distanza di 21 anni, sia più vivo che mai nell’immaginario collettivo. Per scoprire quanto, in realtà, ci sia ancora da dire sulla sua figura.
Il titolo di quello che è stato definito “il documentario rock più di intimista di sempre” prende spunto dall’omonimo collage sonoro che il leader dei Nirvana incise su un registratore agli inizi della carriera. La narrazione, invece, si basa sulla storica intervista che rilasciò ad un giornalista di Rolling Stone nel 1993.

Presentato in esclusiva mondiale al Sundance Film Festival prima e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino dopo, il biopic su Cobain verrà proiettato nelle nostre sale in un evento speciale (solo due date, 28 e 29 aprile 2015). Curiosità e attesa per una serie di motivi che rendono questo documentario speciale, probabilmente unico nel suo genere. Ci sono voluti ben otto anni per realizzare Montage of Heck, ma, a detta di chi l’ha visto, ne è valsa la pena. Un film che aspira a raccontare la vita e la carriera di Cobain in un modo senza precedenti, cioè attraverso la sua stessa voce. Un ritratto a tutto tondo − figlio marito padre musicista − senza censure e senza mitizzazioni. Duro e reale.
Montage of Heck è, in assoluto, il primo lungometraggio realizzato con il totale beneplacito della famiglia. Non è un caso che la giovane figlia Frances Bean ne sia produttrice esecutiva. Il film ha visto la luce soprattutto per lei. E grazie a lei.
Il regista, Brett Morgen, oltre a vantare nel curriculum una nomina agli Oscar, è abituato a documentari di successo. Per il suo ultimo lavoro, si è visto spalancare davanti agli occhi un mondo intero. Un immenso archivio di registrazioni inedite, opere d’arte, filmini casalinghi, fotografie e diari appartenenti al musicista. Il tutto è andato a comporre un collage visivo valorizzato da interviste esclusive (madre, sorella, ex-fidanzata, Courtney Love e Krist Novoselic) e da animazioni originali. Poi, certo, non si possono non citare i dodici minuti di musica mai pubblicata, una perla per i cultori della materia.
Un lavoro, quello di Morgen, molto vicino a Cobain. Più pesante del cielo ed a Cobain inedito. Tesori e ricordi, libri biografici in cui il giornalista Charles R. Cross decise di descrivere il leader dei Nirvana per quello che era: una persona normale.

Cultura
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mercoledì 4 ottobre 2017