Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971 – 2001

 

Mostra Moda Italiana Dissegna

 

L’immagine scelta per presentare la mostra “Italiana – L’Italia vista dalla moda. 1971 – 2001” (Palazzo Reale, Milano, dal 22 febbraio al 6 maggio 2018) riassume appieno il messaggio dell’evento. Un uomo e una donna si tengono per mano, non vediamo il loro volto perché posano di spalle, hanno la stessa capigliatura, e soprattutto, indossano lo stesso completo, nel nome di un’uguaglianza conquistata, almeno parzialmente, proprio durante il trentennio che la mostra celebra.

I cambiamenti avvenuti tra il 1971 e il 2001 sono stati notevoli, hanno messo in dubbio la struttura sociale: sono gli anni delle lotte femministe alla strenua ricerca di quella parità di genere che trattasse donne e uomini allo stesso modo.

Ecco quindi che il “maschile” e il “femminile” dialogano tra loro attraverso la creazione di completi sartoriali adattabili ad ambo i sessi, come dimostra Gucci by Tom Ford , e che elevano la posizione della donna, che fino ad allora godeva di ben pochi diritti. Siamo di fronte quindi ad un empowerment della sfera del femminile nella moda, che aspira ad ottenere la sua indipendenza e il suo spazio nel contesto dell’epoca.

 

Moda Italiana Dissegna

Gucci (by Tom Ford), Fall, Ready to Wear 1996

 

A fianco alle lotte femministe, si aggiunge la volontà delle case di moda di rendersi riconoscibili. Si parla della cosiddetta “logomania”, caratterizzata dall’utilizzo ridondante e quasi eccessivo del marchio come tratto distintivo. Sono iconici la doppia “F” di Fendi, la medusa di Versace, o il levriero di Trussardi. Attraverso un simbolo, inoltre, il brand conferisce uno status allo stesso consumatore, che, acquistando un capo o accessorio, afferma, in modo implicito, di possedere un alto potere di acquisto.

Gli anni del boom economico sono quelli che aprono le porte a mete sconosciute, dove i viaggi ispirano molte creazioni di moda. Nella mostra si vedono abiti dalle decorazioni bizantine e arabeggianti, dalle forme morbide e sinuose, con appliqué vegetali e paillettes, come l’esempio di Giorgio Armani e Romeo Gigli.

La mostra si struttura quindi come un percorso storico narrato in modo originale dagli abiti realizzati da grandi marchi che si fanno specchio di una società in costante mutamento.

 

Moda Dissegna2

Giorgio Armani, spring-summer 1994

Moda Dissegna

Romeo Gigli, prêt-à-porter, autum-winter 1989 – 1990, collezione Teodora

Mostra a cura di Maria Luisa Frista e Stefano Tonchi con il supporto di Camera Nazionale della Moda Italiana e dei partner Yoox net-a-porter group, in collaborazione con Pomellato e La Rosa Mannequis.

 

Cultura
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martedì 17 aprile 2018