Il ritorno de “Il Piccolo Principe”

«È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante»

foto3     il ritorno del piccolo principe

Amatissimo in tutto il mondo e tradotto in più di 250 lingue. Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry è un capolavoro che ha resistito al tempo senza mai passare di moda.

Impossibile, forse ingiusto, relegarlo tra la letteratura per l’infanzia perché si rivolge anche ai bambini cresciuti e ormai diventati adulti. Una favola semplice, non banale, che spiega l’amore e l’amicizia a generazioni di lettori attraverso piccole grandi verità.

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«Gli uomini» disse la volpe, «hanno dei fucili e cacciano. È  molto noioso! Allevano anche delle galline. È  il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?».
«No», disse il piccolo principe. «Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”?» .
«È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…».
«Creare dei legami?» .
«Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo».
«Comincio a capire» disse il piccolo principe. «C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato…».

A distanza di 73 anni dalla pubblicazione del libro, è ora uscito al cinema un film d’animazione − diretto dal regista canadese (due volte premio Oscar) Mark Osborne. Dopo otto anni di lavoro, è stato ufficialmente presentato al Festival del Cinema di Cannes dove ha ricevuto il plauso della critica.

La vicenda si svolge ai giorni nostri. Protagonista è una ragazzina, eccellente nello studio e fin troppo matura per la sua età. La madre è una donna in carriera che le pianifica la vita nei minimi dettagli. Dopo il trasloco in un nuovo quartiere vicino ad una prestigiosa scuola, la ragazzina instaura un’amicizia molto speciale con il suo vicino di casa, un vecchio e bizzarro aviatore.

È lui a raccontarle di quando tempo addietro precipitò nel deserto del Sahara e incontrò un misterioso bambino proveniente dall’asteroide B 612. Attraverso il racconto delle avventure del Piccolo Principe, la ragazzina scopre il valore dell’amicizia e il potere dell’immaginazione. Si riappropria della propria infanzia e migliora il rapporto con la madre.

I celebri personaggi del libro − la pecora, la rosa, la volpe, il serpente, il vanitoso, l’uomo d’affari e il re − non mancano in questo film dove realtà e fantasia si confondono.

3 gli aspetti più convincenti della pellicola.

Innanzitutto, le diverse tecniche usate nella messa in scena: per la vita della ragazzina è stata scelta la computer grafica, mentre per quella del Piccolo Principe la stop motion per riprodurre fedelmente le illustrazioni originali del libro. Poi, la colonna sonora che porta la firma dell’illustre compositore tedesco Hans Zimmer, capo del dipartimento musicale della DreamWorks. Infine, gli attori − tra i quali Jeff Bridges e Toni Servillo − che hanno prestato la loro voce sia alla versione originale che a quella italiana.

Senza dubbio un bel omaggio all’opera dello scrittore ed aviatore francese. Raffinato e poetico, il film ha il pregio di attualizzare la favola del Piccolo Principe senza tradirne la magia. E di dimostrare come il suo messaggio sia universale e di inesauribile valore.

Cultura
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martedì 3 ottobre 2017