Il film di vendetta

Il protagonista di queste storie è spesso un ex poliziotto o un ex agente dei servizi segreti da poco in pensione. È lì, ci siamo. Ha già comprato il vestito buono, sta raggiungendo l’ex moglie in California a bordo di una decapottabile, è già un po’ abbronzato, col sigaro nel taschino, il cappello bianco, il drink in mano, la spiaggia prenotata, sembra andare tutto bene: e invece no, lo fanno inc****re.

Lo sanno tutti in America. Basta che dici “da domani sono in pensione” ed immediatamente scoppia l’Apocalisse: un’epidemia di colera in centrale, risorgono gli zombie, ti rubano l’identità, ti uccidono la figlia.

Il film di vendetta ha un andamento rapidissimo. In dieci minuti l’idillio della decapottabile o del barbecue con gli amici viene spazzato via da una terribile sventura che si abbatte sulla vita del protagonista. Ad esempio, il rapimento dell’intera famiglia.

Parte quindi la caccia ai colpevoli. Solitamente, l’ex agente riprende i contatti con gli ex colleghi per farsi dare armi, informazioni, supporto logistico. Gli ex colleghi, che preferirebbero evitare di venir trascinati davanti alla Corte Marziale per aver fomentato indagini e iniziative militari parallele, si permettono di ricordare all’uomo che non è più in servizio, seppure da un giorno soltanto.

Poi, fanno l’errore di dire la seguente frase: “la cosa adesso passa nelle nostre mani”. Ecco. A quel punto gli scatta un interruttore nel cervello. Non ha fatto una piega mentre gli seviziavano la moglie davanti agli occhi e gli portavano via la figlia piantandole un coltello in pancia, ma davanti alla frase “la cosa adesso passa nelle nostre mani”, lì non ci vede più.

Posseduto da un odio senza nome, inizia ad urlare al telefono riuscendo addirittura a spaventare i colleghi, gente con la pelle dura abituata a sventare omicidi e catastrofi nucleari. Intimoriti dal tono dell’uomo, i colleghi vacillano e infine accettano di aiutarlo.

Arnold-Schwarzenegger-in-Terminator

C’è la fase in cui si arma. L’uomo, arrabbiato come mai lo era stato nella vita, assume un’espressione a metà tra satana ed un procione con la rabbia. È finita. Parte un’immane carneficina in cui saltano tutti a pezzi. Interi condomini divelti, gente che vola dall’altra parte del mondo, pullman che esplodono, evacuati interi stati federali. Naturalmente muoiono migliaia di persone in questa storia, ma tu sei così focalizzato sull’obiettivo, che te ne freghi altamente di tutto il resto. Non importa.

In questo film l’ex agente riesce spesso, da solo e contro ogni elementare buonsenso, a sgominare intere organizzazioni criminali nell’arco di 24 ore eliminandone fisicamente tutti i componenti. Certo, qualche danno alla città e agli edifici è stato fatto, ma alla fine sei solo contento che tutto sia finito per il verso giusto, con il padre che riabbraccia la figlia e guadagna punti con l’ex moglie: possibile riavvicinamento tra i due.

E vissero tutti felici e contenti, sulle coste della California, anche se il mondo è stato distrutto nell’arco di una giornata.

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giovedì 27 aprile 2017