Così è la vita. Imparare a dirsi addio

Concita de Gregorio

Così è la vita. Imparare a dirsi addio

Sono un personaggio (non) qualsiasi di un libro scelto (non) a caso.

Personaggio è una parola un po’ così, un po’ vaga. Invece di vago c’è ben poco.

Più che altro si tratta di un mestiere strano, anche se non dovrebbe esserlo: «accompagno le persone che se ne stanno andando», per quelli che hanno la fortuna o la sfortuna di sapere con certezza che più o meno quel giorno si avvicina. Ad esempio, ho conosciuto questa scrittrice-giornalista, curiosa e colpita dal mio lavoro. Si è venuta a congratulare con me per come avevo ben descritto la defunta, e mi chiedeva come fossimo diventati amici. Le ho spiegato che non lo eravamo, solo per tre mesi abbiamo parlato e provato a chiudere i conti lasciati in sospeso dalla vita, si era affidata a me. Mi chiamo Alberto, «vendo vino e ne sono felice, poi vado dai miei viaggiatori e li accompagno per un pezzo di strada tenendoli con discrezione per mano.»

«Non parlare di morte non impedisce a tutti quanti, proprio a tutti, di morire.»

Credo sia questo il motivo per cui alla fine sono finito in questo libro, in qualità di accompagnatore verso la morte.

«Che l’assenza è davvero una più acuta presenza» è un fatto che rende necessario imparare a dirsi addio perché così è la vita. Non è stato facile per Niccolò e sua moglie festeggiare il compleanno di Lulù: ma è diventata una festa bellissima, il dolore condiviso si è trasformato in qualcosa di altrettanto straordinario. Tanto che quando s’è iniziato a suonare «le lacrime le ha assorbite la terra i sorrisi se li è presi la luna.»

Poiché siamo vivi ad un certo punto ci tocca morire, e molte sono le cose tangenti al mio mestiere.

La cosa a cui raramente si pensa che ci sono belle storie da raccontare in merito, come quelle qui raccolte.

C’è una Casa Editrice spagnola, si chiama Alfinlibros, raccoglie i libri che «danzano intorno al lutto»: non trovate che sia una cosa molto bella quando questi si trovano in una libreria di un obitorio? Con tutto il tempo che si passa lì, sarebbe bene farlo così danzare.

Questo libro dovrebbe certamente essere fra quelli, ve lo consiglio, non solo per il mestiere che faccio, ma per il motivo per cui lo faccio, che è la Vita.

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mercoledì 4 ottobre 2017