I Bad Brains e l’hardcore punk

Non c’è forse genere o stile musicale underground raccontato, testimoniato, incensato e adorato come l’hardcore punk, la deriva più potente per etica e sonorità del “classico” punk.
La nascita del “classico” punk è chiaramente datata nel tempo, cioè nel 1977, e coincide con l’uscita di Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols degli inglesi Sex Pistols.
Da questo momento la storia della musica rock cambia per sempre e gli anni ’80 vedono il fiorire di band e sonorità nuove, che tracciano la strada per il rock alternativo dei decenni a venire. L’hardcore punk dei primissimi anni ’80 è un concentrato di velocità, potenza e ferocia in risposta al lezioso rock degli anni ’70, ricolmo di tecnica, ma vuoto di significato.

Tra le tante storie stimolanti e incredibili di quel periodo d’oro, merita di essere raccontata la vicenda di una band di Washington, i Bad Brains.
Il gruppo, composto da quattro ragazzi afroamericani, si forma nel 1975 come band jazz fusion, ma sarebbe passata alla storia come il complesso che inventò l’hardcore punk.
Il loro debutto del 1982, Bad Brains (album), segna un’epoca breve, intensa e fulminante riconosciuta come una delle più brillanti della storia della musica rock occidentale.

La caratteristica del gruppo è l’elevata competenza musicale − la loro provenienza dal jazz li distingueva dal resto dei musicisti punk, solitamente inesperti o totalmente incapaci di suonare.
I Bad Brains eseguono i pezzi a una velocità mai sentita prima e con una precisione quasi chirurgica rispetto ad altre band del periodo, come ad esempio, i Black Flag, che danno più risalto al rumore e all’impatto sonoro piuttosto che alla struttura dei brani.
Il fatto poi di essere tutti afroamericani stacca dalla quasi totalità dei gruppi punk. Tradizionalmente in America alcuni generi erano suonati dai neri (blues, jazz, funk) ed altri dai bianchi (su tutti il country, il rock e, appunto, il primo punk). I Bad Brains, in pieno stile hardcore, si lanciano in un territorio nuovo e scatenano una vera e propria rivoluzione sonora. Il loro impatto scenico, poi, non lasciò certo indifferenti: il cantante H.R., è una vera e propria divinità da palco, dotato di una voce molto versatile e di movenze tribali.
Come per molte novità, i quattro non vennero capiti dalla loro città e dopo un periodo di esclusione da molti locali cittadini abbandonarono la capitale per trasferirsi nella più aperta e avanguardista New York.
Rimane innegabile la portata artistica della musica di questa band che seppe farsi promotrice di un nuovo modo di fare e intendere la musica.

Cultura
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lunedì 30 marzo 2020