“Gran Casinò” – Azzarda, ma non troppo

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

 

Chi gioca d’azzardo, non ne esce vincitore. Questo è il messaggio che passa durante lo spettacolo “Gran Casinò – storie di chi gioca sulla pelle degli altri”, inscenato venerdì 25 novembre, al teatro S. Marco, alle ore 11. Con la regia di Gilberto Colla, Fabrizio De Giovanni presenta il suo monologo ad un pubblico di ragazzi delle scuole secondarie, che, grazie al contributo del comune di Trento, hanno ingresso gratuito. L’attore, utilizzando un tavolo e due sgabelli, attraverso teli con retro-proiezione di immagini, grafici e video sul tema e con l’aiuto di una colonna sonora, spiega e narra il problema del gioco d’azzardo, legale e non, in Italia. La platea segue lo spettacolo con molto interesse ed entusiasmo e conclude con un caloroso applauso.

 

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Fabrizio De Giovanni alterna il suo monologo tra la narrazione e l’interpretazione di personaggi, cercando in entrambi i casi di coinvolgere il pubblico e di renderlo partecipe ed interessato. Spiega che tutti i politici, anche di partiti diversi, hanno promosso dagli anni scorsi fino ad oggi il gioco d’azzardo. Molti attori o personaggi famosi, per trarne un grande guadagno, si sono venduti alle aziende come Lottomatica, Sisal o WinforLife, facendo spot pubblicitari in televisione o sui quotidiani. Il giocatore d’azzardo inizia pensando che la vincita possa essere la svolta della vita, ma poi entra in un circolo vizioso da cui non riesce a uscire. Vince, perde, vince, perde… finché non si gioca tutto e rimane senza nulla in tasca. I giocatori sono aumentati, infatti il fatturato sul gioco d’azzardo si è incrementato di 72 miliardi di euro rispetto al 2005. Le aziende, la pubblicità e gli spot televisivi avvertono che il gioco può creare dipendenza, è vietato ai minori di diciott’anni e dev’essere svolto con responsabilità, ma l’unica cosa che dicono e sottolineano realmente è: GIOCA!.

 

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Lo spettacolo e l’interpretazione dell’attore sono interessanti e originali. De Giovanni riesce a far passare un messaggio molto importante per la nostra società moderna a ragazzi giovani, che spesso sembrano non interessarsi alle tematiche importanti come questa. La sua grande capacità si dimostra quando mescola la serietà e alcune battute, sdrammatizzando e creando un’atmosfera più giovanile ed efficace per l’attenzione del pubblico. L’attore con la sua capacità di sintetizzazione riesce a spiegare i concetti chiave di questo problema e, attraverso l’interpretazione di alcune scelte politiche e con alcuni esempi e dati, colpisce la platea. Anche le luci riescono a dare grande importanza all’attore, soprattutto nei momenti più riflessivi, in cui viene illuminato dall’alto e il resto della scena resta buia. Questo facilita la concentrazione su di lui e sulle sue parole.

 

 

Cultura, Scrittori di classe
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giovedì 27 aprile 2017