Go-kart: la mia esperienza

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Giovedì 8 dicembre 2016 io, mio fratello, mio papà e due miei cugini abbiamo deciso di andare a fare una gara con i go-kart per dare una svolta ad una giornata noiosa. La nostra pista preferita è quella dell’Affi Kart Indoor, situata a circa un’ora di strada da casa nostra.

Già in macchina si respirava aria di sfida. Mio fratello Leonardo e mio cugino Francesco, i due più grandi del gruppo, dispensavano pillole di saggezza sul modo in cui affrontare la pista: consigliavano di togliere il piede dall’acceleratore il più tardi possibile e ovviamente di stringere le curve per evitare di essere superati. Noi più piccoli ascoltavamo con aria di sufficienza, per non far capire che sapevamo bene di essere meno esperti di loro, che erano già sicuri di conquistare le prime posizioni.

Appena arrivati abbiamo consegnato la nostra “Affi Kart Card” su cui sono stati salvati i dati delle competizioni precedenti. Per mio cugino Marco era la prima volta; abbiamo creato il suo profilo e per il suo debutto abbiamo deciso di partecipare a un Gran Premio composto di dieci minuti di qualifiche e venti giri cronometrati. A chi non ha mai corso posso assicurare che, trattandosi di un circuito indoor realizzato su due piani e con molte curve strette, le braccia ne risentono sicuramente.

Go Kart Affi

Bardati di caschi, guanti e para-costole abbiamo scelto il kart che ci avrebbe accompagnato nelle qualifiche e siamo scesi in pista. Erano alcuni mesi che non gareggiavamo, quindi i primi giri sono stati un po’ difficoltosi, ma dopo pochi istanti si è risvegliato l’Hamilton che è in me e allo scadere dei dieci minuti ho battuto il mio record personale che attualmente è di 53 secondi. Mi sono qualificato quarto, dietro mio fratello, mio cugino e mio papà.

Schierati sulla griglia di partenza, dopo i cinque semafori rossi si è acceso quello verde e siamo partiti tutti a tavoletta. Dopo aver completato sette giri davvero faticosi, sono riuscito a superare mio padre e sono andato all’attacco di mio fratello. La “lotta” è stata molto combattuta, con continui contatti e azioni scorrette: alla fine sono arrivato terzo con mia grande soddisfazione.

È stata un’esperienza fantastica che non vedo l’ora di ripetere. Vorrei ringraziare particolarmente mio padre che mi ha sempre spronato a provare nuove cose, molto spesso anche attività che non sono abituali per i ragazzi della mia età, e mia madre che non glielo ha mai impedito.

Cultura, Scrittori di classe
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giovedì 27 aprile 2017