Ghost Stories

È un Chris Martin prudente e attento a scegliere con cura le parole quello che commenta l’idea alla base dell’ultimo lavoro discografico dei Coldplay, intitolato Ghost Stories, un concept album che «interpreta in chiave visionaria l’effetto che le azioni commesse in passato possono avere sul nostro futuro». Il riferimento, non troppo velato, è alla separazione del cantante dall’attrice Gwyneth Paltrow, madre dei sui due bambini e musa di alcuni dei più grandi successi della band.

Lasciando da parte il gossip, Ghost Stories è un album che segna un cambio di rotta deciso verso sonorità più elettroniche e ambientazioni intime e raccolte. Sono lontani gli archi e le arie di Viva la Vida così come la spensieratezza di quel gioiellino pop che è stato Mylo Xyloto; l’idea che si ricava dall’ascolto è di un bisogno istintivo di ricominciare da una nuova base perché sono cambiate radicalmente le premesse di partenza. Tutto questo a cominciare dal suono: conclusasi la fortunatissima collaborazione con Brian Eno, questa volta ci si è affidati a Timbaland, Paul Epworth (Premio Oscar 2013 alla miglior canzone per Skyfall) e Avicii per rimescolare le carte fino a sfiorare l’ambient e la dance (l’hit estiva A sky full of stars lo testimonia).

Molto personali anche i testi: seguono le reazioni e l’evoluzione psicologica di un uomo che, colpito improvvisamente da una separazione emotiva (anche qui i riferimenti biografici si sprecano), arriverà a comprendere la necessità di aprirsi comunque all’amore, e se questo non durerà per sempre ne sarà comunque valsa la pena.

Il disco, uscito a maggio 2014, è stato accolto favorevolmente da critica e pubblico raggiungendo la vetta delle classifiche di vendita europee e nordamericane. Un successo che, in verità, ha rintuzzato l’insoddisfazione di un certo numero di detrattori e il rammarico dei fan della prima ora che speravano in un ritorno alle origini. È evidente, come i Coldplay siano tra le pochissime formazioni in grado di evolvere (e vendere) restando comunque abbastanza fedeli a loro stessi; un percorso artistico che risulta coerente tanto alle richieste del mercato (il recente duetto con Rihanna in Princess of China ne è l’esempio più evidente) tanto ad un naturale processo di crescita ed evoluzione dei singoli componenti. Però, come sempre, de gustibus.

Cultura
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venerdì 28 aprile 2017