Due bambini giocano in corridoio

Due bambini giocano in corridoio.
Uno è biondo, con gli occhioni azzurri, ride e gioca con le macchinine, mentre immagina leggendarie corse con provetti Michael Schumacher che vede solo lui. Poi si sa, senza versetti giocare con le “brum brum” rende la metà, quindi provvede alla grande, affinché le derapate e le accelerate delle autovetture siano udibili da tutti gli spettatori di un esaltato pubblico altrettanto immaginario. Mentre fa sfrecciare le sue macchinine, il fratello gioca con i soldatini; è moro e più grande.
Un soldatino si trova in mezzo alla pista e la attraversa senza guardare: viene allora investito da Schumacher che perde i suoi tre secondi netti di vantaggio. Il pubblico ruggisce e anche il fratello piccolo, appassionato patron della Formula Uno, protesta per l’invasione di campo. «Il tuo soldatino è nella mia pista!»
L’altro, ovviamente, non vede nessuna pista, ma un grande campo di battaglia. Migliaia di uomini pronti, a un suo grido, per un epico scontro. Il rombo degli aeroplani, lo scricchiolare delle suole dei soldati sul campo melmoso coperto di ramoscelli e il frastuono dei cingoli dei carri armati . «Questo è il mio campo di battaglia! Vai via!», dice il maggiore, ancora riproducendo il crepitio di una mitragliatrice d’assalto. Non può mica abbandonare i suoi uomini in balia degli eventi!
Ne nasce un conflitto; questo un po’ meno immaginario. A nessuno viene in mente di discutere civilmente, mai, neanche fra adulti, figurarsi fra bambini: scoppia l’equivalente, su piccola scala, della Seconda Guerra Mondiale.
Alla fine, sopraffatto dal fratello, pur di proteggere i suoi corridori dall’invasione di campo dei soldatini, il minore invoca l’aiuto di forze armate alleate affinché garantiscano quantomeno la pace. «Mamma, non mi fa giocare!».

A questo punto, la madre, con l’evidente intento di continuare le azioni di guerra, pensa che sia il caso di far provare ai suoi figli il paracadutismo. Ne afferra uno con le mani e, aperto il balcone con rapido gesto, lo getta al di là del davanzale. L’altro figlio guarda inorridito e paralizzato.

Un volo. Un fischio. La terra che vorticosamente si avvicina. 1,74 secondi di caduta.
Ripete il lancio, è stufa delle guerre quotidiane: ha studiato la soluzione finale.

Due aloni rossi sangue
con due piccoli steli neri:
papaveri falciati da una materna follia.

La cronaca locale moscovita titola: “Donna trentenne scaglia i due figli, di quattro e sette anni, dal balcone a quindici metri dal suolo. «L’ho fatto perché stufa»”.

Cultura
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martedì 3 ottobre 2017