Claudio Garella

La rivincita di “Paperella”

Claudio Garella

Campionato di serie A 1984/1985. Nella stagione in cui il Napoli acquista Diego Armando Maradona, il Verona di Osvaldo Bagnoli vince il suo primo scudetto.

Il protagonista assoluto è il portiere Claudio Garella, passato alla storia come “Garellik”, il portiere diabolico. Stile sgraziato e goffo, corredato da errori clamorosi: para con le braccia, le gambe, i piedi, il sedere ma raramente con le mani. Le uscite basse sono singolari. Garella allarga le mani, per poi deviare il pallone con la pancia o la punta di una scarpa o con la faccia.

Arriva a Verona con un nomignolo poco piacevole ereditato dall’esperienza infelice con la maglia della Lazio: “Paperella”. È la società scaligera a trasformarlo. Nonostante le parate effettuate con tutto il corpo eccetto le mani, diventa quasi imbattibile.

Si guadagnerà una battuta dell’Avvocato Agnelli, privilegio riservato a pochi: «Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però». Quello stile non perfetto, alternato, diviene il suo marchio di fabbrica: in un Verona-Udinese para con il fondoschiena e in un Udinese-Cremonese in rovesciata.

«Sono stato un portiere anomalo ‒ dirà in una intervista ‒. Nessun allenatore ha cercato di cambiarmi. Ricordo ciò che disse Italo Allodi, il manager che mi portò al Napoli: «L’importante è parare, non conta come». Diventa il prescelto di Maradona che convince il Presidente Ferlaino a prenderlo nel Napoli. «Ogni tanto qualcosa prendevo, non so come, e Diego se la rideva. Sono orgoglioso della mia carriera, sono stato il portiere del più grande».

Claudio Garella è un “portiere alla portata di tutti”, un idolo raggiungibile che pur non possedendo doti tecniche, come i suoi illustri colleghi, ha saputo dare un tocco personale al proprio gioco raggiungendo traguardi ambiziosi. Non è un fuoriclasse da prima pagina, ma ha saputo distinguersi per la sua personalità e per il modo con cui ha interpretato il proprio ruolo, con grinta, originalità e impegno.

Ancora oggi, quando un portiere si esibisce in parate strepitose, si usa l’espressione “Miracolo alla Garella”.

Cultura
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martedì 3 ottobre 2017