C’erano una volta gli anni ’70…

…e chi come me è nata/o dopo, fa fatica a capirli.

Dalle Brigate Rosse a Lotta Continua, passando per i gruppi neofascisti alla violenza esercitata dallo Stato: ci si uccideva. Un fumetto che racconta molto bene l’aria che si respirava è 1975, un delitto emiliano, di Alberto Guarnieri ed Emilio Laguardia (edizioni Odoya, 2011).

Siamo nella primavera del 1975: a Reggio Emilia viene ammazzato Alceste Campanile, appena 21enne. Alceste era un giovane militante del Circolo Ottobre, uno dei rami di Lotta Continua (sinistra). Prima di inserirsi in questo movimento però, aveva fatto parte del Fronte della Gioventù (destra). Il suo omicidio è rimasto insoluto fino alla sentenza definitiva di colpevolezza pronunciata solo nel 1999. A togliergli la vita fu Paolo Bellini, ex commilitone del Fronte della Gioventù. I due autori si basano proprio su questa storia per narrarne un’altra: quella di Adelchi Chiesa, suo alter ego. Alunno delle superiori, inizialmente frequenta gli ambienti di destra. Dopo qualche anno, complici i movimenti studenteschi e un amore, decide di passare alla sinistra.

Si cresce, si sperimenta: ma non si passa indenni da queste modifiche di rotta, soprattutto se la coerenza è percepita come un valore assoluto. Adelchi viene visto con sospetto dagli ambienti di sinistra, che non si spiegano il cambiamento e, al contempo, con rancore per il tradimento dagli ambienti di destra. Pagina dopo pagina la trama si infittisce, fino a raggiungere il culmine nel momento dell’omicidio.

Il libro ha la prefazione firmata Lucio Dalla, la postfazione Luca Telese – che colpisce molto. Sarà perché Telese qualche anno fa ha scritto un libro dal titolo Cuori neri, dove racconta gli anni di piombo partendo dalla narrazione delle vittime di destra; sarà che da parte ci sia un onesto tentativo di capire e spiegare.

Non so cosa pensi tu, ma io sono un po’ stufa di questa divisione destra-sinistra che ancora viviamo. Mi piacerebbe unire le due storie per creare la Storia. Non raccontarne sempre solo una parte, il più delle volte escludendo l’altra. E quello che mi piacerebbe ancora di più è che si partisse dalle persone, come fa il fumetto. Perché siamo soprattutto e innanzi tutto persone, uguali seppur diverse: e le idee senza di noi non esistono. Le emozioni che proviamo, le relazioni che costruiamo ci sono a prescindere dal nostro colore politico. E 1975, un delitto emiliano, lo mette in luce in maniera magistrale.

Cultura
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mercoledì 4 ottobre 2017